Il colore degli occhi

Il colore degli occhi

Il colore degli occhi come
tratto di unicità e rarità personale


Introduzione alle sfumature di colore negli occhi

Gli occhi sono considerati le finestre dell’anima ed in realtà essi hanno molte sfumature e numerosi colori diversi, tale che non esistono due occhi perfettamente uguali in tutto il mondo. Conosciamo senz’altro gli occhi marroni ed anche gli occhi azzurri, ma osservando più attentamente le persone ci si accorge che all’interno delle tonalità di base, i colori degli occhi assumono delle sfumature davvero fantastiche e rare.

Come si determina il colore degli occhi

La parte colorata degli occhi è chiamata iride, mentre la parte bianca intorno all’iride è denominata sclera. Principalmente il colore dell’iride deriva da un pigmento marrone chiamato melanina. È quello stesso pigmento che favorisce lo scurirsi della pelle quando ci si espone al sole, che ci fa acquisire la cosiddetta tintarella. Le diverse sfumature di colore degli occhi sono in gran parte genetiche, cioè presenti sin dalla nascita, poiché sono causate in particolare dalle diverse quantità di pigmento melaninico depositato all’interno dello stroma irideo. Tuttavia durante la vita il colore degli occhi viene influenzato anche da altre pigmentazioni che si depositano sopra l’iride, come ad esempio il lipocroma (pigmento liposolubile giallastro). Parlando del colore degli occhi dobbiamo anche considerare il fenomeno della diffusione Rayleigh, che rappresenta uno scattering elastico dove si produce la diffusione della luce senza un cambiamento di lunghezza d’onda. E’ quello stesso fenomeno che fa percepire il cielo di colore blu. A seconda di come l’iride diffonde/riflette la luce avremo gli occhi azzurri (senza melanina) ricompresi dall’iridologia nelle costituzioni Linfatiche, oppure gli occhi marroni della costituzione Ematogena molto ricchi di Melanina. Volendo procedere ad una sorta di classificazione dei colori riscontrabili negli occhi, avremo:

Rosso o rosa – In assenza di melanina (come nell’’albinismo)
Viola – Poca melanina con la luce riflessa dai vasi sanguigni
Azzurro – In assenza di melanina e con diffusione della luce di Rayleigh
Grigio – Come l’occhio azzurro ma con più collagene nello stroma
Verde – Con un mix di melanina e lipocroma e con diffusione della luce di Rayleigh
Ambra – Con poca melanina e con una grande quantità di lipocroma
Marrone – Il pigmento melaninico è dominante.

Secondo alcuni studi gli occhi azzurri sono frutto di una mutazione genetica, apparsa in Nord Europa alcune migliaia di fa, a causa della quale gli enzimi producono meno melanina. Gli scienziati ipotizzano che molto tempo fa, tutte le popolazioni avessero gli occhi marroni. Tale ipotesi si fonda sul fatto che tutti vivessero in climi caldi, dove il sole era presente per tutto l’arco dell’anno e le iridi scure potrebbero aver protetto i loro occhi dai danni causati dalle radiazioni ultraviolette e dalla luce solare intensa.
Tuttavia le migrazioni di persone che si spostavano verso il nord del globo, avrebbero minimizzato i danni causati dal sole. In questo modo il colore degli occhi sarebbe diventato più chiaro, rendendo più facile la visione durante gli inverni freddi e bui. Di fatto gli europei hanno la più ampia varietà di colori degli occhi. I loro occhi vanno dal marrone scuro all’azzurro. Tuttavia le popolazioni presenti nelle aree più distanti dall’equatore hanno generalmente il colore degli occhi più chiaro. Gli occhi di colore nocciola e verde sono più diffusi nell’America centrale e meridionale come in alcune parti del Medio Oriente.

Il colore degli occhi può cambiare?

Poiché il colore degli occhi è dovuto alla luce riflessa, gli occhi blu, quelli verdi e persino gli occhi marroni potrebbero avere piccole modificazioni in diverse condizioni di illuminazione. Tuttavia, in linea generale, una volta che il colore degli occhi si è stabilizzato durante la prima infanzia, il colore di base degli occhi resta invariato. Solo i bambini sono infatti un’eccezione a questa regola generale. La maggior parte di noi esseri umani nasce con gli occhi blu o grigi, poiché la produzione di melanina negli occhi non inizia fino all’età di 1 anno circa. Entro i 3 anni, la maggior parte dei bambini ha il colore degli occhi che avranno per il resto della loro vita.

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Il colore degli occhi nella statistica

Secondo quanto riportato dalle statistiche di World Atlas, la distribuzione per il colore degli occhi tenderebbe a rientrare nelle seguenti percentuali:

Il colore degli occhi Marrone

La maggioranza della popolazione mondiale ha gli occhi marroni. Infatti a livello globale si stima che il 70 – 80 % delle persone abbia gli occhi marroni, rendendo in questo modo gli occhi marroni i più diffusi al mondo. Più melanina è presente, più scuro sarà il colore degli occhi. Gli occhi marrone scuro sono più comuni in Africa, Asia orientale e Sud-est asiatico. Gli occhi marrone chiaro si trovano in Asia occidentale, nelle Americhe ed in Europa.

Il colore degli occhi Blu-Azzurro

Le colorazioni degli occhi chiari che vanno dal blu all’azzurro sono al secondo posto fra i colori maggiormente riscontrabili negli esseri umani. Ciò nonostante soltanto l’8 – 10% degli esseri umani può vantarsi di avere gli occhi azzurri. Come abbiamo già detto è interessante ribadire che la colorazione blu/azzurro sia originata da una mutazione genetica che si pensa sia avvenuta tra 6.000 e 10.000 anni fa. La mutazione avrebbe provocato lo switch genetico di differenziazione dagli occhi marroni. Le persone con gli occhi azzurri sono maggiormente sensibili alla luce. Gli occhi azzurri sono più diffusi in Nord Europa, specialmente nei paesi della penisola Scandinava.

Il colore degli occhi Verde

Gli occhi verdi sono tra i più rari al mondo. In genere si presentano anche molto luminosi, tanto da sembrare smeraldi scintillanti. Secondo le statistiche gli occhi verdi non sono riscontrabili alla nascita, ma maturano la loro sfumatura col tempo. Tutti i bambini nascono con occhi blu e possono successivamente sviluppare gli occhi verdi a partire dai 6 mesi di età. Pur essendo una rarità alcune aree geografiche hanno un’enorme concentrazione di persone con gli occhi verdi. Ne sono un esempio l’Irlanda e la Scozia. Gli occhi verdi sono generati da una combinazione di pigmentazione marrone chiaro e giallastra, combinata con la diffusione di Rayleigh.

Il colore degli occhi Nocciola

Gli occhi di color nocciola, si presentano all’osservazione minuziosa come una combinazione di vari colori nell’iride. Nel suo complesso il nocciola è un colore marrone chiaro o giallastro con macchie di oro, verde e marrone al centro. Questi occhi sono quindi una miscela di verde e arancione o oro, che ricorda gli occhi di un gatto. Gli occhi di color nocciola rappresentano circa il 5% della popolazione mondiale e si osservano più comunemente in Nord Africa, Medio Oriente, Brasile e nelle persone di origine ispanica.

Il colore degli occhi Ambra

Anche la colorazione ambrata non è molto diffusa. Infatti solo il 5% circa della popolazione mondiale ha occhi color ambra. Questa sfumatura degli occhi è un marrone chiaro tendenzialmente ruggine. L’iride contiene principalmente il pigmento lipocroma e non molta melanina. Le persone di origine asiatica, spagnola, sudamericana e sudafricana hanno maggiori probabilità di avere gli occhi color ambra.

Il colore degli occhi Grigio

Il colore grigio negli occhi è raro da incontrare. Meno dell’1% delle persone ha gli occhi grigi. La colorazione degli occhi grigi sembra dipendere da una concentrazione di melanina ancor più bassa degli occhi azzurri e da una quantità extra di collagene nel tessuto connettivo che costituisce lo stroma irideo. Questa struttura impedisce alla colorazione blu di affiorare, risultando in una tonalità grigio acciaio. Gli occhi grigi si possono osservare nell’Europa settentrionale e orientale.

Eterocromia: Il colore degli occhi diverso

L’eterocromia è una condizione di origine genetica dove gli occhi hanno la colorazione fondamentale diversa tra loro. In questo nostro articolo abbiamo approfonditamente trattato le possibili combinazioni delle eterocromie.

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Il colore degli occhi con problemi di salute

È risaputo che alcune condizioni cliniche influenzano anche il colore degli occhi. Potrebbe trattarsi di alterazioni funzionali facilmente reversibili oppure di situazioni lesionali difficilmente recuperabili. In ogni caso più facilmente queste condizioni coinvolgono la sclera e la cornea, ma più raramente l’iride. Fra le condizioni più comuni che modificano il colore degli occhi abbiamo:

Albinismo. L’albinismo è una modificazione genetica ereditata che impedisce al corpo di produrre una quantità sufficiente di una melanina. Il colore degli occhi è sempre molto chiaro, ma la caratteristica principale è che i vasi sanguigni dello stroma irideo sono visibili facendo apparire gli occhi di colore dal rosa al rosso.

Anisocoria. Quando le pupille sono di diversa grandezza si parla di anisocoria.
In questi casi l’occhio con la pupilla maggiormente dilatata apparirà più scuro.
L’anisocoria potrebbe essere causata dall’eccessiva miosi (restringimento) in un occhio rispetto all’altro, oppure una midriasi (dilatazione) di un occhio rispetto all’altro. Nei casi più importanti si può osservare una pupilla midriatica ed una miotica. L’Anisocoria Essenziale, cioè primaria e senza cause scatenanti, è nel 20% dei casi osservati. La differenza fra le due pupille è maggiore quando la causa è un ictus, una lesione cerebrale o un trauma oculare. L’anisocoria a insorgenza improvvisa dovrebbe essere valutata immediatamente.

Arcus senilis. In questo nostro articolo abbiamo approfonditamente indagato le caratteristiche di questa condizione. Il Gerontoxon, denominato anche Arco Lipoideo o Arco Senile è fisiologicamente costituito da una opacizzazione della cornea, che si sviluppa intorno alla periferia dell’iride che indica la tendenza alla perossidazione lipidica (colesterolo) che alimenta l’aterosclerosi con il rischio ischemico. La colorazione dell’occhio si vela di un alone biancastro, peraltro considerato normale nelle persone anziane.

Epatite e altre malattie del fegato. Gli occhi, in particolare la sclera, possono diventare gialli a causa dell’accumulo nel sangue di bilirubina. In questi casi si parla di ittero. E’ una condizione clinica importante che richiede cure mediche. L’ittero può essere causato da un’infezione, come l’epatite C o la malaria, da calcoli biliari, da eccessi di alcool o cirrosi epatica. Sofferenze al parto possono far insorgere ittero.

Uveite. L’uvea rappresenta la parte circolatoria dell’occhio, di origine mesodermica è la struttura intermedia del bulbo oculare, posta tra retina e sclera. L’infiammazione dell’uvea può essere causata da infezione, lesioni, traumi o esposizione a tossine. L’uveite rende rossa la parte bianca dell’occhio colpito. Questa condizione richiede cure mediche immediate.

Le malattie degli occhi comuni si verificano meno spesso nelle persone con gli occhi marroni rispetto agli occhi grigi, verdi o blu. Ciò può essere dovuto al fatto che la melanina è protettiva.


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Diabete, Glicemia ed Insulina: il metabolismo degli zuccheri negli occhi

Diabete, Glicemia ed Insulina:
il metabolismo degli zuccheri negli occhi

I segni riflessi negli occhi in caso di
Diabete, Iperglicemia ed Ipoglicemia

diabete

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L’iridologia naturopatica ha come obbiettivo il mantenimento della buona salute. L’Iridologia naturopatica attua il suo obbiettivo attraverso la prevenzione. In iridologia naturopatica, sappiamo che i segni presenti sull’iride sono il riflesso del funzionamento metabolico. I segni osservati derivano spesso da memorie genetiche. Ogni persona potrebbe così essere portatrice di segni nell’iride che riguardano una malattia di qualche predecessore, senza per questo dover mai contrarre la malattia stessa.

Il diabete non sfugge a questo meccanismo di memoria biologica. Pertanto sarà osservabile
in iridologia Naturopatica.

Resta fermo il concetto che al momento dell’osservazione dell’iride non è certa la presenza della malattia e neanche è prevedibile dall’iride se ciò potrà mai accadere. L’Iridologia Naturopatica osserva soltanto alcune tracce della malattia e può essere di grande aiuto nella prevenzione della malattia stessa. L’iridologia Naturopatica può aiutare le persone in buona salute a non ammalarsi (Salutogenesi).
Perciò quando si vuole ottenere una diagnosi clinica bisogna rivolgersi ad un esame clinico specifico. In questo caso l’assistenza del medico, potrà accertare concretamente l’eventuale presenza di una malattia.

Il metabolismo degli zuccheri nell’iride
secondo Sigfried Rizzi.

iridologia naturopatica

Per Sigfrid Rizzi, il caposcuola italiano dell’iridologia naturopatica, ci sono nell’iride alcuni segni specifici che indicherebbero il dismetabolismo degli zuccheri. Di seguito alcune sue considerazioni tratte dal suo libro:
 

“Iridologia: il metodo diagnostico del futuro – Ed. Assiri”

Quando si altera la funzione pancreatica, nella zona corrispondente dell’Iride, vi sono rarefazioni di tessuto o accumuli di pigmento.

Disturbi pancreatici si presentano esternamente al margine della corona sotto forma di reticolo con concentrazioni di pigmento puntiforme….

…un altro segno di DIABETE è la corona ad archi
…. anche le lacune molto grosse non chiuse….

Isolotti di pigmento (color tabacco) nelle sinuosità del margine della corona sono segni di alterazioni vascolari causate dal pancreas

Riepilogando, secondo S. Rizzi, potremmo osservare nell’iride le seguenti tracce del dismetabolismo degli zuccheri e dell’alterazione delle funzioni del pancreas:

1) Rarefazioni di tessuto nelle zone del pancreas
2) Accumuli di pigmento nelle zone del pancreas
3) Pigmento puntiforme intorno al collaretto
4) Isolotti di pigmento nelle sinuosità del collaretto
5) Pigmenti a struttura reticolare nell’iride
6) Corona ad archi
7) Grosse lacune, soprattutto se non chiuse

iridologia naturopatica

Come si producono negli occhi
i segni del diabete.

Con la presenza del diabete, il corpo non riesce a trasformare il cibo in energia. Scopri come agisce l’insulina per la conversione dello zucchero e cosa succede quando hai il diabete.
Il metabolismo dello zucchero è il processo di trasformazione degli alimenti nell’energia necessaria per vivere. Dobbiamo considerarlo il combustibile per le cellule del corpo che hanno bisogno di crescere e funzionare. Se avete il diabete, c’è un problema con l’insulina, che è l’ormone più importante nel metabolismo dello zucchero.

Metabolismo degli zuccheri: dal cibo al carburante

Quando si mangiano gli alimenti, gli enzimi del processo digestivo trasformano le proteine, i grassi ed i carboidrati, rispettivamente in amminoacidi, acidi grassi e zuccheri semplici. Questi sottoprodotti vengono assorbiti nel sangue, dove restano disponibili per essere usati come energia quando il corpo ne ha bisogno.

La fonte più importante di carburante per il corpo è un zucchero semplice chiamato glucosio, che si accumula nel sangue dopo un pasto. Lo zucchero nel sangue può quindi viaggiare attraverso il flusso sanguigno per essere usato dalle cellule in tutto il corpo. Il pancreas, grossa ghiandola situata dietro lo stomaco, ha il controllo per il rilascio di ormoni che dicono al corpo se conservare o rilasciare energia in circolo. Uno di questi ormoni è appunto l’insulina, la quale è essenziale per aiutare il corpo ad utilizzare lo zucchero nel sangue e prevenire un eccessivo accumulo di zucchero nel sangue stesso.

Come interagiscono insulina e glucagone
nel metabolismo degli zuccheri:
Fisiologia di un necessario bilanciamento

Insulina e glucagone sono ormoni prodotti dal pancreas che partecipano alla regolazione dei livelli di zucchero nel sangue (glucosio). Il glucosio, proveniente dal cibo ingerito, è necessario al corpo per produrre energia. In particolare gli zuccheri sono necessari per un buon funzionamento del cervello. Insulina e glucagone rivestono un ruolo importante nella gestione di glucosio nel sangue, ed il loro armonico intervento e cooperazione assicura un buon funzionamento del corpo.
Insulina e glucagone rappresentano lo yin e lo yang della concentrazione di glucosio nel sangue. Quando ingeriamo del cibo, in particolare carboidrati, il pancreas rilascia insulina per modulare la presenza di zucchero nel sangue mantenendo i livelli entro parametri naturali. L’insulina ha il compito di diminuire i livelli degli zuccheri circolanti nel momento del picco postprandiale. Invece tra un pasto e l’altro oppure quando ingeriamo solo proteine, il pancreas rilascia glucagone per non far calare troppo i livelli di zucchero nel sangue. Il glucagone agisce mobilitando le riserve, presenti nel fegato o bruciando i grassi.
In caso di diabete o pre-diabete, il corpo non può utilizzare l’insulina oppure non lo può fare correttamente. Nel diabete di tipo 1 non produce abbastanza insulina, mentre nel diabete di tipo 2 vi è una resistenza insulinica. Quando il metabolismo degli zuccheri va fuori di equilibrio, può portare a pericolosi livelli di glucosio nel sangue.

Come funziona l’insulina

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas e lavora per spostare il glucosio dal sangue verso le cellule per fornire energia o per la conservazione dell’energia stessa da utilizzare in seguito. Questo meccanismo biologico ha garantito la sopravvivenza ai nostri predecessori che non mangiavano tutti i giorni ma solo quando la caccia era fortunata.
Durante la digestione, gli alimenti che contengono carboidrati vengono digeriti e convertiti in glucosio e questo provoca un aumento della glicemia nel sangue. L’aumento degli zuccheri segnala al pancreas a produrre la quantità di insulina necessario per ristabilire il livello ottimale di zucchero nel sangue.
Quando il pancreas produce l’insulina, non produce il glucagone. L’insulina stimola le cellule in tutto il corpo per assorbire il glucosio dal flusso sanguigno. L’eccesso di glucosio viene immagazzinato nelle cellule del fegato e dei muscoli come glicogeno o convertito in grasso.

Come funziona il glucagone

Il glucagone, come l’insulina, è un ormone prodotto nel pancreas. È una sorta di contrappeso all’insulina. Circa quattro o cinque ore dopo aver mangiato, i livelli di glucosio nel sangue si riducono e questo innesca la produzione di glucagone nel pancreas. Quando il pancreas secerne glucagone, sopprime la produzione di l’insulina.
Il glucagone segnala al fegato e ai muscoli di trasformare il glicogeno di riserva in glucosio pre rilasciarlo nel flusso sanguigno. Il glucagone incide anche sul tessuto adiposo promuovendo la liberazione degli acidi grassi che vengono esportati al fegato ed agli altri tessuti come combustibili metabolici in caso di carenza di glucosio.

Quali sono i disturbi al metabolismo degli zuccheri

La regolazione del glucosio nel sangue nel corpo è una straordinaria impresa metabolica. Quando il meccanismo non funziona è come se la nostra auto restasse senza carburante.
Diabete di tipo 1
Il diabete di tipo 1 è la forma meno comune di diabete. Secondo alcune ricerche sarebbe una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che producono insulina. Questo tipo di disturbo è anche detto “diabete insulino-dipendente,” infatti le persone che ne sono affette devono assumere insulina per rimanere in vita.
Diabete di tipo 2
Il diabete di tipo 2 si verifica quando le cellule non rispondono all’insulina. Siamo in presenza della cosiddetta resistenza-insulinica. Nel corso del tempo, il pancreas tende a ridurre la produzione di livelli di insulina ed il glucosio nel sangue tende a salire.
Il diabete di tipo 2 è fortemente legato all’obesità e rappresenta circa il 90% dei casi di diabete riscontrabili. Il diabete di tipo 2 può essere controllato con i farmaci ipoglicemizzanti e con le modifiche dello stile di vita, come la perdita di peso, una buona alimentazione e l’esercizio fisico.

Altri disturbi a carico del metabolismo degli zuccheri sono il Diabete gravidico, l’Iperglicemia e l’Ipoglicemia come situazioni prediabetiche

Diabete e Ipoglicemia: Nuove acquisizioni in Iridologia

Diabete

Sono un ricercatore di Iridologia Familiare Sistemica, tuttavia il mio retroterra affonda le radici nell’iridologia tradizionale di tipo fisiologico. Pertanto non sfuggono alle mie osservazioni anche eventuali segnali da inserire nel novero delle osservazioni dell’Iridologia Naturopatica. In particolare per il dismetabolismo degli zuccheri, oltre ai segni appena visti, ho avuto occasione di osservare nell’iride alcune nuove segnature che statisticamente riscontrano la presenza di Ipoglicemia e di Iperglicemia. Più precisamente nell’elenco delle Costituzioni Metaboliche abbiamo inserito la Diatesi Glicemica.
Inoltre come segni specifici di tipo settoriale, l’espressione dell’Ipoglicemia e dell’Iperglicemia come alterazione metabolica, sono osservabili a carico del collaretto con le seguenti caratteristiche:
Ipoglicemia – alterazioni del collaretto nella zona ad ore 1:00 nell’iride sinistra stanno ad indicare una tendenza ipoglicemica da iperinsulinemia o carenza di glucagone.
Iperglicemia – alterazioni del collaretto nella zona ad ore 11:00 nell’iride destra stanno ad indicare una tendenza iperglicemica da carenza d’insulina o resistenza insulinica.
Per le due aree osservate nell’iride sinistra e nell’iride destra sopra descritte, potrebbero esistere dei collegamenti con altrettante specifiche aree cerebrali in stretta relazione con il metabolismo degli zuccheri.

Aspetti correlati di Medicina Germanica

Ci occupiamo di osservare i segni iridologicici che statisticamente si presentano in concomitanza di squilibri psico-fisici. Tuttavia consideriamo anche ciò che altri osservatori sostengono. Ad esempio secondo R.G. Hamer le malattie e quindi anche le alterazioni dei normali livelli della glicemia, sono collegate ad un conflitto nella vita di relazione (Psiche) che trova la sua rappresentazione in un’area specifica della corteccia cerebrale (Cervello) che a sua volta comanda un zona del corpo (Organo).
Questa correlazione Psiche-Cervello-Organo è simultanea, cioè in perfetta sincronia. Pertanto, sempre secondo R.G. Hamer, nello stesso istante nelle rispettive zone della Psiche, del cervello e dell’organo interessato avremo la rappresentazione dello stesso disagio, seppur con modalità diverse tipiche del linguaggio espressivo delle singole strutture interessate.

Nella rappresentazione delle alterazioni glicemiche abbiamo due possibilità:
Ipoglicemia – (carenza di zucchero nel sangue): rappresenta un conflitto di paura-ripugnanza verso qualcuno o qualcosa.
Iperglicemia – (eccesso di zucchero nel sangue): rappresenta un conflitto di paura-resistenza verso qualcuno o qualcosa.
Secondo R.G. Hamer questo tipo di conflitti trova i suoi relè biologici nell’area cerebrale della neo-corteccia (Ectoderma). Questo tipo di localizzazione potrebbe essere correlata ai segni che osserviamo. Tuttavia il condizionale è d’obbligo.
Non condividiamo i fallimentari metodi curativi di R.G. Hamer, ma possiamo senz’altro considerare interessante la sua teoria di base e sviluppare una maggiore attenzione al sostegno emozionale nell’eventuale conflitto riscontrato.

L’importanza di una Vita sana

In iridologia Naturopatica si punta alla prevenzione, tuttavia non tutte le forme di diabete possono essere prevenute. Comunque la si pensi è abbastanza condiviso che il mantenimento di un sano stile di vita, tra cui l’esercizio fisico e una dieta sana, è in grado di prevenire o ritardare situazioni prediabetiche che preludono al diabete di tipo 2.
Iridologia e Dieta: La moderazione nelle quantità unita all’attenzione della qualità del cibo, risultano una strategia sempre vincente. Bisognerebbe anche giungere alla consapevolezza che una vita sana sia importante per convivere bene con qualsiasi tipo di malattia correlata al dismetabolismo degli zuccheri.

diabete


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Altre Costituzioni Immunitarie in Iridologia

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Altre Costituzioni Immunitarie:
segni negli occhi di immunità alterata e
relativi rischi per la salute


La Diatesi Neuro-Linfatica o Tubercolinica:

La Diatesi Neuro-Linfatica è stata da più autori accostata alla diatesi Tubercolinica dell’Omeopatia. Ciò non significa affatto che le persone con questo tipo di Iride abbiano la tubercolosi. Restiamo pur sempre nell’ambito delle predisposizioni. Tuttavia vediamo cosa significa COSTITUZIONE OMEOPATICA TUBERCOLINICA: Questa modalità reattiva la troviamo in soggetti che presentano una tipologia particolarmente sensibile a qualsiasi tipo di influsso esterno. Longilinei, magri, ipersensibili. Freddolosi ma con bisogno di aria aperta (anche accostata per questo al comportamento fisico dell’ Ossigenoide). Estrema varietà dei sintomi, tendenza ai raffreddori e alle affezioni delle prime vie aeree, disturbi dell’ossigenazione e della circolazione periferica, con stato di cianosi, stati di demineralizzazione, squilibri neurovegetativi.
Come nelle altre costituzioni, ciò che a noi sembra più interessante è individuare l’organo bersaglio di questa Diatesi, poichè solo in questo modo saremo in grado di capire meglio l’origine dei disturbi. Nel caso specifico della Diatesi Neuro-Linfatica o Tubercolinica va fatto il focus sul Sistema Reticolo-endoteliale (o Sistema Fagocitico Mononucleare). Stiamo parlando del S.I. del connettivo, costituito da numerose famiglie di macrofagi e loro precursori, che si differenziano per sito di appartenenza e/o funzione (C. di Kupfer, Osteclasti, Istiociti, C. della microglia, etc.). Le cellule di cui si compone il Sistema Reticolo Endoteliale sono parte importante ed integrante del S.I. e sovrintendono all’infiammazione oltre ad avere una funzione immunitaria e citotossica verso le formazioni neoplastiche.
Osservazione. La struttura iridea della Diatesi Neuro-Linfatica si caratterizza per la presenza di ciuffi fibrillari, ovvero formazioni di fibre ondulate e biancastre accorpate fra loro, dette “capelli pettinati” (Maubach). Le zone della mappa dove si trovano sono indicative degli organi interessati. Anche il collaretto sarà più luminescente e biancastro. Sono questi segni chiari di reazioni infiammatorie latenti.


Fattori di rischio e predisposizioni. Con questa Diatesi incontriamo una aumentata suscettibilità alle infezioni accompagnata da un calo del sistema immunitario, con infezioni ricorrenti, facile catarro della mucosa e tendenza alle recidive. Sono interessate in particolar modo le aree del sistema respiratorio, con infiammazioni anche croniche dei seni paranasali cronici, dei Bronchi e dei polmoni. La tendenza all’ipo-funzione Immunitaria di questa tipologia iridologica fa supporre una diffusa infiammazione di basso grado, che va ovviamente riscontrata e correlata all’età del soggetto.
diatesi immunitara

La Diatesi INFETTIVA:

La Diatesi Infettiva è una vera e propria novità nel campo dell’iridologia naturopatica. Visto il progredire delle ricerche negli ultimi 20 anni in campo biologico, aumentava sepmpre più la necessità di aggiornare la pur sempre valida iridologia classica, la quale invece non aveva ancora avuto aggiornamenti a riguardo. La diatesi Infettiva scaturisce da un lavoro di indagine Iridologica che cerca di rispondere alla richiesta di allineare le nostre osservazioni con i nuovi approcci di Medicina Naturale. In particolar modo con l’utilizzo sempre più diffuso dei nutraceutici e dei funghi medicinali nella prevenzione di importanti disturbi della Salute. A nostro parere, con la Diatesi Infettiva, il check-up iridologico sarà in grado di interpretare meglio la reale condizione fisica e potrà consigliare rimedi sempre più efficaci per mantenere la Salute. Inoltre con questo nuovo strumento interpretativo la visita iridologica risulterà allineata e conforme all’Iridologia Moderna degna di questo nome. La Diatesi Infettiva, prima di essere resa pubblica nei nostri corsi ormai già da qualche anno, è stata oggetto di verifiche statistiche e riscontri diretti numericamente validi.


Perchè la Diatesi Infettiva. Una ricerca del 2018 pubblicata su LANCET riporta che complessivamente 2,2 milioni di nuovi casi di cancro sono stati attribuibili ad infezioni nel 2018.
Inoltre in quest’altra ricerca si sottolinea che i virus sono stati considerati i principali fattori ambientali che attivano i fenomeni autoimmuni in individui geneticamente suscettibili. Da ulteriori ricerche sappiamo come i virus che in precedenza hanno infettato un soggetto possano annidarsi, entrare in una fase di latenza e poi riattivare la loro virulenza nel tempo. In particolare secondo questa ricerca la latenza virale può essere considerata uno stato di infezione metastabile e non produttivo che è in grado di riattivarsi successivamente per ripetere il ciclo di infezione. Le infezioni virali latenti hanno numerose patologie associate, tra cui cancro, difetti alla nascita, neuropatia, malattie cardiovascolari, infiammazione cronica e disfunzioni immunologiche. L’infezione cronica e lo squilibrio immunologico possono portare a malattie devastanti, tra cui il cancro e i disturbi autoimmuni.
Indagando la letteratura scientifica scopriamo inoltre che non solo i virus ma anche i batteri come lo Streptococco e lo Stafilococco aureo sono stati associati a malattie autoimmuni (12)
Seguendo questa “pista” potenzialmente ogni patogeno infettivo potrebbe essere alla base di altre malattie. Per le conoscenze attuali esistono cinque categorie principali di agenti infettivi: virus, batteri, funghi, protozoi ed elminti. In questo panorama abbiamo approfondito le nostre osservazioni delle iridi, abbiamo interpellato a tal proposito i soggetti osservati ed abbiamo cercato nei segni dei loro occhi qualche informazione a riguardo. Abbiamo in questo modo caratterizzato la Diatesi Infettiva.

Osservazione. La Diatesi Infettiva è caratterizzata da uno o più macchie scure e compatte.
Questo tipo di macchie in iridologia sono state tradizionalmente associate a potenziali disfunzioni epatiche. Tuttavia negli anni intervenendo classicamente sul fegato (erbe, depurativi epatici, etc.), non abbiamo riscontrato migliorie sullo stato generale del soggetto. Ci siamo poi nel frattempo imbattuti in alcune ricerche (34) che descrivevano il modo in cui i patogeni si annidano nell’organismo per rimanere in fase di latenza. Iridologia NaturopaticaIn esse troviamo descrizioni del tipo “popolazione macrofagica come serbatoio infettivo” e “granulomi come aggregati di macrofagi e linfociti”, che rendono un pochino l’immagine che queste macchie rimandano. Un agglomerato di macrofagi. La caratteristica di queste macchie scure e compatte è infatti anche quella di presentare sulla loro superficie dei piccoli bernoccolini protuberanti. Questo segno iridologico, macchie scure e compatte con protuberanze, è aspecifico. Ciò significa che non siamo di grado di rilevare quale infezione possa averlo scatenato, tuttavia abbiamo riscontrato la sua presenza in caso di Virus (EBV, HPV, Citomegalovirus, etc.) e Batteri (Stafilococchi, Streptococchi, Paratifo, Rickettsie, etc.) Ma anche in caso di Protozoi (Malaria, Toxoplasmosi, etc.). Secondo noi, tralasciando le banali influenze, la Diatesi Infettiva rappresenta qualsiasi importante infezione che abbia coinvolto profondamente il Sistema Immunitario. Come per altre segnature iridologiche anche per questa bisogna sottolineare che contrarre l’infezione non causa sempre il segno.
Costituzioni Immunitarie


Fattori di rischio e predisposizioni. Nelle ricerche citate sopra (Link di collegamento) abbiamo visto come i patogeni latenti siano stati associati a malattie autoimmuni, cancri e linfomi. Lo stress, l’errata alimentazione, il fumo, ed altri fattori ambientali possono rappresentare le condizioni scatenanti, che si innestano sulla stimolazione immunitaria cronica già presente, per favorire le più svariate malattie. Iridologia NaturopaticaAnche l’ostruzione cronica polmonare e le malattie neurologiche sono state associate alla latenza virale. Pertanto nella visita iridologica dovremmo porre molta attenzione alla sovrapposizione delle Diatesi, poichè Stress psico-fisici, Alterazione Microbiota intestinale, Infiammazione basso grado, Acidosi ed errata Alimentazione, Farmaci e Xenobiotici, Alterazioni Ormonali, associati a Virus oncogenici latenti, possono essere i cofattori per favorire il cosiddetto microambiente tumorale (123).
In questo campo ancora molto c’è da scoprire, ma nel frattempo ci possiamo adoperare per evidenziare eventuali pregresse malattie infettive e di conseguenza rinforzare il Sistema Immunitario dei soggetti osservati.




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Le Costituzioni Immunitarie in Iridologia

Le Costituzioni Immunitarie in Iridologia

Le Costituzioni Immunitarie:
segni negli occhi di immunità alterata e
relativi rischi per la salute


Introduzione alle Costituzioni Immunitarie:

Gli esseri umani, così come altri mammiferi, vivono in un mondo fortemente popolato da microbi, sia essi patogeni che non patogeni. Inoltre lo stesso ambiente in cui si vive contiene una vasta gamma di sostanze tossiche e/o allergeniche che minacciano la normale omeostasi. Il nostro sistema immunitario si è organizzato ed evoluto al fine di mantenere attiva una barriera protettiva verso un universo di microbi patogeni anch’essi in continua evoluzione. Il sistema immunitario provvede anche ad eliminare le sostanze tossiche o allergeniche che entrano attraverso le superfici mucose. È una proprietà fondamentale dell’immunità che nessuna parte del nostro corpo sia esclusa dalla sua sorveglianza. Per questo motivo, sebbene il sistema immunitario possa sembrare qualcosa di meno sostanziale di un organo come il cuore o il fegato, nel suo complesso l’immunità consuma enormi risorse, producendo un gran numero di cellule da cui dipende per il buon funzionamento.

Sistema immunitario innato e adattivo

Senza un sistema immunitario efficiente, non avremmo modo di sopravvivere e combattere le sostanze ed i patogeni dannosi che entrano nel nostro corpo. I compiti principali del sistema immunitario del corpo sono:
– combattere e rimuovere dal corpo gli agenti patogeni come batteri, virus, parassiti o funghi
– riconoscere e neutralizzare le sostanze nocive dall’ambiente (esogene)
– combattere i cambiamenti che causano malattie nel corpo (endogene), come le cellule tumorali.

Il S.I. nel suo complesso è strutturato in 2 sottosistemi che funzionano in modo diverso tra loro, tuttavia strettamente collegati e cooperanti insieme ogni volta che un germe o una sostanza nociva innesca una risposta immunitaria:
– il sistema immunitario innato (non specifico)
– il sistema immunitario adattativo (specifico).

Sistema immunitario innato. Affinché l’agente patogeno possa sviluppare un’infezione dovrà superare una serie di ostacoli per avvicinarsi ed interagire con le singole cellule. All’inizio di una risposta immunitaria, saranno maggiormente coinvolte le cellule del sistema immunitario innato, in particolare neutrofili e macrofagi. Le zone del corpo dove avviene il primo contatto sono la pelle e le mucose. In questi siti il S.I. attraverso le barriere fisiche fornisce già una prima protezione innata. Ad esempio le dure cellule sovrapposte della pelle, le barriere chimiche e gli enzimi, come il lisozima nel moccio e nelle lacrime, ma anche l’acido nello stomaco, che uccidono molti batteri. Il tessuto delle mucose rappresenta una enorme superficie rivolta verso l’ambiente esterno la quale favorisce anche la presenza di microbi non patogeni. Per questo durante l’evoluzione del S.I. si è stabilita una conveniente simbiosi con una determinata popolazione microbica (Microbioma). Essa collabora con il sistema immunitario lasciando in questo modo poche opportunità di infiltrazione ai patogeni.
Sistema immunitario adattativo. Le infezioni che non vengono distrutte da questo primo meccanismo attirano l’attenzione dei linfociti. Queste cellule incarnano le funzioni di adattamento e memoria, consentendo al sistema immunitario di dare risposte sempre più specifiche e di ricordare i singoli tipi di infezione, in modo che la reinfezione sia affrontata con un contrattacco più rapido ed efficace. Tuttavia organismi come i virus possono trascorrere la maggior parte della loro vita nascosti nel complicato citoplasma della cellula, rendendoli difficili da riconoscere dall’esterno. Fonti (123)

Costituzioni Immunitarie

Come sappiamo dalle cronache questo sofisticato meccanismo non è in grado di proteggerci al 100%, poiché potremmo incontrare casualmente o scegliere di proposito (dieta errata), fattori ambientali che superano le possibilità di protezione del sistema immunitario. L’Iridologia Moderna si occupa di Salutogenesi ed ha quindi la necessità di conoscere in anticipo le aree a rischio immunitario, ovvero quelle zone dove il S.I. potrebbe essere sopraffatto nella sua perenne battaglia per la nostra salute. In questo panorama abbiamo quindi individuato delle Costituzioni/Diatesi che rappresentano i quadri caratteristici di alcune disfunzioni immunitarie.
Per una sintetico riepilogo le condizioni disfunzionali del S.I. possono andare verso reazioni:
– di tipo IPER, configurandosi come un’infiammazione che sostiene malattie autoimmuni ed allergie
– di tipo IPO, configurandosi un come calo del S.I. alla base di gravi malattie anche degenerative.


Le Costituzioni Immunitarie:

In questo raggruppamento di costituzioni iridologiche abbiamo quattro condizioni ben distinte, che tuttavia possono trovarsi anche in coesistenza fra loro. Col termine Disposizione si intende una condizione genetica predisposta a modificazioni. Col termine Diatesi si intende invece una condizione fenotipica non rilevabile alla nascita. Secondo il seguente schema, ogni Costituzione Immunitaria coinvolge una specifica funzione del S.I. potenzialmente alterata:

– Disposizione Idrogenoide => Sistema Linfatico e Linfonodi
– Diatesi Enterica => Sistema dei MALT (mucose-associated lymphoid tissue)
– Diatesi NeuroLinfatica o Tubercolinica => Sistema Reticolo Endoteliale
– Diatesi Infettiva => Popolazione Macrofagica

Costituzioni Immunitarie

La Disposizione Idrogenoide:

La Disposizione Idrogenoide ha come organo bersaglio il sistema linfatico periferico. Inoltre sappiamo dalla fisiologia che il sistema linfatico sovrintende alla corretta circolazione dei liquidi nel corpo, infatti i vasi del sistema linfatico favoriscono la corretta circolazione della linfa all’interno del nostro organismo. Il compito principale del sistema linfatico è quello di drenare continuamente tale liquido da tutti i tessuti. Probabilmente deriva anche da qui il termine Idrogenoide poichè questa Costituzione teme l’umidità ed ha la tendenza a trattenere i liquidi. Pertanto la Disposizione Idrogenoide a pieno titolo avrebbe potuto essere elencata nelle Costituzioni Metaboliche. Tuttavia è stata ricompresa fra le Costituzioni Immunitarie poichè questo schema iridologico ha una duplice tendenza morbosa la quale coinvolge anche il Sistema Immunitario. Il nostro interesse per la Disposizione Idrogenoide è infatti rappresentato dai linfonodi (organi linfoidi secondari) disseminati lungo tutto il tragitto dei vasi linfatici. Infatti i gangli linfatici svolgono una importante funzione immunitaria, esercitata tramite i linfociti, gli anticorpi ed i macrofagi. Abbiamo scelto di inserirla nel gruppo delle costituzioni immunitarie poichè le indicazioni riferite al S.I. osservate nell’Idrogenoide le reputiamo più gravi rispetto a quelle riferite all’errato metabilismo idrico. La Disposizione Idrogenoide si riferisce soltanto al sistema linfatico periferico, sono quindi esclusi gli organi linfatici maggiori come la Milza, le Tonsille, l’Appendice e le Placche di Peyer.
Osservazione. La struttura iridea dell’Idrogenoide è ben osservabile nelle iridi chiare. Essa si caratterizza per la presenza di noduli a fiocco (Tofi secondo Schnabel) disposti in modo circolare alla periferia dell’iride. Nella mappatura circolare dell’Iride questa è l’area riflessa del Sistema Linfatico. I Tofi potrebbero modificare la loro struttura (colore e/o dimensione) nelle aree dei polmoni, del seno, del collo, dell’inguine, del diaframma, della testa, delle zone nasali, mostrando in questo modo le aree specifiche di congestione linfatica. Secondo alcuni autori se i Tofi sono maggiormente concentrati nella zona Polmonare c’è da considerare una pregressa Tubercolosi familiare che contrasta la forza vitale del soggetto. IDROGENOIDEIn modo particolare va posta attenzione a quelle aree dove i Tofi abbandonano la loro naturale posizione a favore di aree più interne dell’Iride. Questo movimento starebbe a segnalare un aumentato rischio immunitario nell’area interessata.
Fattori di rischio e predisposizioni. La Disposizione Idrogenoide è una diatesi essudativa, ovvero reagisce con gli essudati (prodotti dell’infiammazione) ai suoi problemi di drenaggio. Essa si esprime con asma bronchiale, bronchite, eczemi e diarree. L’Idrogenoide scompensata per liberarsi dal ristagno, rivela una latente modalità reattiva di tipo allergico. Infezioni ereditarie e/o sostanze endogene tengono il Sistema Immunitario in continuo allarme ed iperattività (infiammazione). Questa situazione di allerta può scatenarsi al contatto con sostanze esogene come polvere, pollini o alcuni cibi, attivando la reazione essudativa. Difficoltà digestive con pasti proteici o grassi.


La Diatesi Enterica:

Il lavoro di ricerca sul Microbiota svolto negli ultimi decenni, ha aperto nuove strade all’interpretazione di numerose malattie e nel contempo al modo di trattare quelle stesse malattie. In questo contesto è aumentato enormemente l’interesse verso un altro tessuto appartenente agli organi linfoidi secondari: il tessuto linfoide associato alle mucose (MALT: tonsille, placche di Peyer, appendice cecale e altri raggruppamenti linfocitari sparsi nelle mucose).
Il Microbiota intestinale, il più grande ecosistema simbiotico con l’ospite, ha dimostrato di svolgere un ruolo importante nel mantenimento dell’omeostasi intestinale. La disbiosi del microbioma intestinale è causata dallo squilibrio tra microbiomi commensali e patogeni. Il microbioma commensale regola la maturazione del sistema immunitario della mucosa, mentre il microbioma patogeno provoca una disfunzione immunitaria, con conseguente sviluppo della malattia.
In una ricerca del 2018 si è evidenziato che Il microbiota intestinale influenza le malattie autoimmuni correlate non intestinali. La ricerca stessa si è concentrata sul ruolo che il microbiota intestinale può svolgere anche nella patogenesi delle malattie autoimmuni non intestinali, come la malattia di Grave, la sclerosi multipla, il diabete di tipo 1, il lupus eritematoso sistemico, la psoriasi, la schizofrenia e i disturbi dello spettro autistico.
In un’altra ricerca è stato riportato che Studi preclinici e clinici hanno dimostrato che la famiglia delle zonulina, un gruppo di proteine ​​che modulano la permeabilità intestinale, è implicata in una varietà di malattie infiammatorie croniche, comprese le malattie autoimmuni, infettive, metaboliche e tumorali.
La mole delle ricerche su questo argomento è molto vasta, tuttavia crediamo siano sufficienti queste poche citazioni per poter giustificare l’interesse ad individuare quali segnature nell’Iride possano rappresentare l’alterazione del S.I. a livello delle mucose. Dalle suddette citazioni si evince anche come situazioni degradate del microbiota (disbiosi) potrebbero inoltre rappresentare un terreno pre-canceroso.
Osservazione. La Diatesi Enterica è costituita da alcune segnature e/o zone specifiche. Tra queste segnature alcune sono maggiormente probanti, ovvero anche da sole starebbero ad indicare la necessità di una indagine clinica. Altre segnature sono invece meno ingravescenti, ma restano molto utili per completare il quadro enterico.
Ecco i segni che individuano la Diatesi Enterica:
– Fibre alterate/trasversali nel Collaretto
– Segno della X
– Zona Ileo/Duodeno alterata (Placche di Peyer)
– Segni dei Macrofagi
– Modificazioni localizzate del collaretto

diatesi entericadiatesi entericadiatesi entericadiatesi enterica

 
 


Fattori di rischio e predisposizioni. La Diatesi Enterica a vari livelli di gravità può segnalare la predisposizione a malattie intestinali che vanno dalla semplice stitichezza, alla colite (IBS), dall’intolleranza la glutine alla celiachia, fino a malattie infiammatorie intestinali (IBD) come la colite ulcerosa o la malattia di crohn. Inoltre le segnature della Diatesi Enterica possono indirizzare verso l’osservazione di altre aree specifiche dell’iride alla ricerca di disturbi autoimmuni.





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Le Costituzioni Metaboliche in Iridologia

Le Costituzioni Metaboliche in Iridologia

Le Costituzioni Metaboliche,
con grassi, zuccheri ed acidi urici alterati:
segni metabolici negli occhi e rischi per la salute


Introduzione alle Costituzioni Metaboliche:

Il metabolismo è rappresentato dai processi chimici e fisiologici che il nostro corpo usa per trasformare ciò che mangiamo in carburante energetico per le cellule. La nutrizione (cibo) è composta principalmente da proteine, carboidrati e grassi, secondariamente da micronutrienti. Le sostanze ingerite vengono minuziosamente scomposte nel sistema digestivo, filtrate, selezionate e quindi trasportate alle cellule dove possono essere utilizzate come carburante. L’energia prodotta da questo meccanismo metabolico può essere immediatamente utilizzata e consumata, oppure immagazzinata per un uso successivo. L’immagazzinamento avviene in siti specifici come il fegato, il grasso corporeo ed i tessuti muscolari. Il processo metabolico produce energia ma anche molte scorie che vanno eliminate. In un contesto di alterazione dell’omeostasi potremmo quindi avere un problema di smaltimento delle scorie metaboliche e/o un metabolismo disfunzionale in alcune sue parti.
Cos’è un disturbo metabolico?
Un disturbo metabolico si verifica quando l’articolato processo del metabolismo non va a buon fine. Costituzioni MetabolicheIn questo caso il corpo avrà pochi nutrienti per rimanere in salute, oppurre un eccesso delle sostanze essenziali con problemi di stoccaggio, o ancora avere difficoltà a smaltire le scorie prodotte dal metabolismo stesso. Le malattie metaboliche più conosciute, come l’ipertensione, l’obesità, la disfunzione endoteliale, l’aterosclerosi subclinica, la sindrome metabolica, il diabete di tipo 2, l’acidosi metabolica di basso grado, hanno raggiunto proporzioni epidemiche in tutto il mondo. Sappiamo inoltre come le malattie metaboliche siano statisticamente alla base di gran parte delle cause di morte. In questa prospettiva si rende necessario individuare i quadri iridologici (diatesi) che riflettono l’alterato metabolismo dei grassi, degli zuccheri e degli acidi urici. Le diatesi metaboliche saranno quindi condizioni fenotipiche, osservabili come risultato della relazione fra la costituzione di base e l’ambiente. In sintesi le diatesi metaboliche a cui ci riferiremo saranno osservate in “sovrapposizione” alle costituzioni di base e/o alle costituzioni strutturali.
Questa nuova modalità di osservare l’iride è rivolta all’accuratezza per una raccolta dei dati fisiologici più omnicomprensiva. Spero possiate condividere che l’indagine iridologica dovrebbe riflettere nella sua interezza la situazione del soggetto osservato. Pertanto con questo sistema intendiamo fornire un contributo, in particolare per allineare ed aggiornare l’iridologia al concetto di Esposoma.


La diatesi LIPEMICA (perossidazione lipidica)

Osservazione: Fra le Costituzioni Metaboliche la diatesi Lipemica è caratterizzata da un arco, che può diventare anche un anello, di colore biancastro/lattiginoso, più o meno trasparente, posto all’estrema periferia dell’Iride. Fisiologicamente si tratta dell’opacità corneale, denominata Gerontoxon. La cornea, che normalmente è trasparente, altera la sua struttura diventando riflettente. In iridologia questa condizione è denominata anche Anello Colesterinico. Infatti il Gerontoxon è un segno dell’ipercolesterolemia, in particolare quando questa alimenta depositi all’interno delle arterie (Ateromi). I valori ematici del colesterolo circolante potrebbero risultare nella norma, tuttavia il Gerontoxon resta valido ed attendibile come segno di sclerosi vascolare da perossidazione lipidica. L’Anello Colesterinico può presentarsi anche nei soggetti vegani poichè il dismetabolismo dei grassi potrebbe derivare dall’eccesso di carboidrati. L’Anello Colesterinico (detto anche Arco Senile) è da considerarsi fisiologico nelle persone anziane (oltre i 65-70 anni). Lunula CalcicaIl Gerontoxon compare già con le prime alterazioni del metabolismo dei grassi, pertanto la sua presenza di per sè suggerisce certamente l’esistenza della suddetta problematica, tuttavia non preannuncia una imminente malattia. Nelle fasi iniziali si tratterà di un disturbo funzionale che potrà essere tranquillamente supportato e corretto a livello metabolico con semplici aggiustamenti nutraceutici. Quando però il Gerontoxon osservato sarà esteso e soprattutto nei casi in cui perdesse la sua naturale colorazione biancastra a favore di tonalità giallastre o marron chiaro, allora potenzialmene starebbe ad indicare l’inizio di condizioni lesionali. In questi casi il consiglio migliore da dare è quello di rivolgersi a strutture mediche per accertamenti. Inoltre l’iridologo attento dovrebbe porre attenzione alla eventuale coesistenza del segno denominato Lunula Calcica. Sarebbe questo un ulteriore segnale di degrado e quindi anche in questo caso, come sopra, dovremmo suggerire di prendere provvedimenti. Il Gerontoxon può essere osservato anche in concomitanza di Sindrome Metabolica e/o Resistenza Insulinica.

Fattori di rischio e predisposizioni: Danni prematuri possono riguardare cuore ed encefalo in primis, poi fegato (steatosi) e vasi. Le predisposizioni fisiche specifiche potrebbero essere: arteriosclerosi, colesterolo elevato, angina pectoris, problemi cardiaci, attacchi ischemici, necrosi vascolare, trombosi venosa. La diatesi Lipemica principalmente dipende dalla cattiva digestione e/o dall’alterato assorbimento dei grassi. Avremo quindi congestione e lentezza epatica e pancretica, con epatopatie, diabete tipo II, ipotiroidismo, Angiopatie e Gotta lipoidea.


La diatesi GLICEMICA (resistenza insulinica)

Osservazione: La diatesi Glicemica, new-entry fra le Costituzioni Metaboliche, è caratterizzata dalla presenza di macchie marrone-arancio pluri-presenti sul quadro dell’Iride o da una pigmentazione arancio “coprente” lo stroma. La diatesi Glicemica è più facilmente riscontrabile a carico delle costituzioni linfatiche e miste. Costituzione GlicemicaNelle costituzioni ematogene la stessa condizione metabolica potrà più facilmente essere rappresentata nell’iride dal Gerontoxon (diatesi Lipemica). Le macchie che caratterizzano la diatesi Glicemica si presentano con una forma reticolare di consistenza rarefatta. Inoltre sono probanti quando pluri-presenti sulla superficie dello stroma. La pigmentazione coprente, tendenzialmente di colore arancio, lascia in parte intravedere le fibre.

Fattori di rischio e predisposizioni: La diatesi Glicemica individua un alterato metabolismo degli zuccheri. Anche per questa diatesi, come per la precedente, la segnatura compare sull’iride in largo anticipo rispetto alle alterazioni dei valori ematici.costituzione Glicemica La diatesi Glicemica indica l’innesco dismetabolico della resistenza insulinica.
Secondo le più recenti ricerche, le conseguenze metaboliche dell’insulino-resistenza possono provocare: iperglicemia, ipertensione, dislipidemia, adiposità viscerale, iperuricemia, marcatori infiammatori elevati, disfunzione endoteliale e stato protrombico. La progressione della resistenza all’insulina può portare a sindrome metabolica, steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e diabete mellito di tipo 2. La resistenza all’insulina è principalmente una condizione acquisita correlata al grasso corporeo in eccesso.


La diatesi URICA (acidosi tissutale e metabolica di b.g.)

Osservazione: La diatesi Urica è riconoscibile da depositi Grigiastri o Giallo-Marrone nelle aree periferiche dell’Iride (Zona Pelle-Linfatico). All’osservazione può sembrare come se i definiti Tofi Bianchi dell’Idrogenoide diventassero più estesi e consistenti ed inoltre avessero un colore più carico. I segni iridologici dell’acidosi metabolica di basso grado non vanno confusi con il Gerontoxon (a carico della cornea).Costituzione Urica

Fattori di rischio e predisposizioni: La diatesi Urica rivela un alterato metabolismo dell’acido Urico. Con questo quadro diatesico avremo qundi la predisposizione ad accumuli metabolici derivannti dalle scorie acide. Con questo contesto metabolico si riscontra fisiologicamente una acidosi tissutale (extracellulare) con una tendenziale acidosi metabolica di basso grado. Prove crescenti supportano l’associazione tra iperuricemia e malattia renale cronica. Pertanto la zona riflessa del Rene andrebbe anch’essa valutata attentamente durante l’indagine iridologica. I disturbi più caratteristici sono rappresentati da calcoli renali, artriti gottose, artrosi ossea, ma soprattutto a livello sistemico l’acidosi latente.




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Le Costituzioni Nervose in Iridologia

Le Costituzioni Nervose in Iridologia

Le Costituzioni Nervose dominate dal
Sistema Nervoso Autonomo:
segni nervosi negli occhi e rischi per la salute


Introduzione alle Costituzioni Nervose:

Nel Manuale di Iridologia Moderna, al capitolo X ed XI abbiamo ampiamente approfondito tutte le segnature iridologiche relative al Sistema Nervoso Autonomo in condizioni di ansia e stress.
Per quanto riguarda le Costituzioni Nervose, abbiamo due strutture che ci interessano particolarmente. Esse hanno in comune la caratteristica di essere dominate dalla labilità neuro-vegetativa. Considerando che le manifestazioni alle quali sono predisposte possono essere osservate più avanti nella vita, le abbiamo anche denominate Disposizioni. Le due disposizioni costituzionali in questione sono la Neurogena e la Tetanico-Larvata. Considerando che queste disposizioni hanno caratteristiche funzionali geneticamente predisposte, possiamo anche affermare che per i soggetti con queste tipologie costituzionali, l’Ansia e lo Stress si configureranno come una predisposizione genetica. Quindi entrambe le disposizioni, sebbene in misura diversa potranno essere interessate dall’Ansia o dallo Stress. In modo aspecifico, cioè senza entrare nel merito delle particolari circostanze che di volta in volta innescano l’Ansia o lo Stress, con queste due basi costituzionali possiamo già fare una buona prevenzione andando a modulare le loro tendenze con le considerazioni nutrizionali che abbiamo condiviso durante il seminario Il Rimedio dall’Iride.

NEUROGENA

Osservazione: Fra le Costituzioni Nervose questa tipologia è caratterizzata da uno stroma Teso, Fine ed Ordinato. Le fibre sono Sottili e Strette. Spesso il Margine Pupillare appare rossiccio.

Fattori di rischio e predisposizioni: Le afflizioni della Neurogena sono prodotte da un sistema nervoso altamente sensibile il quale sotto stress, può cadere bersaglio di problemi critici come nevralgie, esaurimenti nervosi, neurite, tremori, dolori nervosi, etc. Iridologia ansiaIl soggetto accusa mal di testa, emicranie dovute a spasmo vascolare, debolezza e crisi vascolari, con particolare rischio per i vasi cerebrali (ictus), ipersensibilità nervosa, esaurimento, irritabilità e debolezza generale del sistema nervoso centrale. Presente l’inclinazione verso le eruzioni cutanee herpetiche (zooster) correlate al sistema nervoso. La frequenza e la gravità dei sintomi si diversificano in base al grado di resilienza. La disposizione Neurogena è caratterizzata dall’ipertono vegetativo e si possono riscontrare facili “esaurimenti nervosi”. Nelle forme asteniche, ipocondria ed altri disturbi legati alla delicatezza nervosa. Nelle forme steniche, spasmi dolorosi a livello gastro-intestinali ed osteoarticolari. Secondo Harry Wolf: “Questi soggetti sono particolarmente sensibili agli stimoli provenienti dall’ambiente circostante che generano in loro irrequietezza interiore. Essi hanno una tendenza innata a comunicare e condividere quelle intuizioni e quelle esperienze che hanno avuto maggior rilievo nella loro vita. Naturalmente predisposti alla industriosità ed alla diligenza nel portare a termine i compiti, possono incrementare l’esaurimento psichico ed emozionale.” Le caratteristiche della disposizione Neurogena depongono per una predisposizione accentuata verso stati ansiosi, poiché la personalità è pensiero-orientata. Iperattività mentale, facili esaurimenti nervosi, insonnia, etc. La zelante industriosità può generare stati di ansia nella difficoltà di raggiungere gli alti obbiettivi di qualità prefissati


TETANICO-LARVATA

Osservazione: Detta anche Ansioso-Tetanica questa Costituzione Nervosa è caratterizzata dalla presenza di numerosi Archi dello Stress (Archi Tetanici). Queste formazioni sono anche denominati Anelli di contrazione, Anelli della sensibilità e della realizzazione, appellativi che danno una idea sul significato di questi segni nell’Iride. Si presentano all’osservazione come anelli concentrici, linee leggere nell’iride spesso interrotte. Sembrano come delle increspature, come fossero ondulazioni concentriche, provenienti dalla zona sottostante dell’iride stessa. Iridologia ansiaEsse sono infatti generate da una contrazione della muscolatura sottostante lo stroma irideo ( muscolo dilatatore della pupilla). Secondo Josef Deck, sono espressione di ipo-calcemia da elevata ipereccitabilità neuro-muscolare (Adrenalina).

Fattori di rischio e predisposizioni: Disturbi psicosomatici da spasmi con interessamento dell’apparato Neuromuscolare: tensioni crampiformi nella muscolatura liscia o striata con conseguenze sui vari distretti come Coliche renali o uretrali o nella colecisti, Tachicardia parossistica, Angina Pectoris, Aritmie, Circolazione periferica disturbata, Problemi all’articolazione Temporo-Mandibolare. Presentano spesso stress neuromuscolare con i muscoli tesi, rigidità frequente delle braccia e/o alle gambe, dolori alle mani e/o agli arti inferiori. Hanno la tendenza verso disturbi sensoriali come ipersensibilità al rumore e alla luce e occasionalmente un diminuito senso dell’olfatto con difficoltà di respirazione.
FISICO: Dolori crampiformi gastrici o colici, parestesie, giramenti di testa, rigidità a gambe e braccia, dolori muscolari diffusi, emicranie e cefalee, laringospasmo (tetania respiratoria).
PSICHE: Agorafobia, pianto coercitivo, ipersensibilità alla luce ed al rumore, reazioni isteriche, tendenze depressive dopo esaurimenti.
Secondo le osservazioni di Denny Johnson, sotto l’aspetto non materiale, questi anelli posti alla periferia dell’iride e caratteristici di questa tipologia, vengono catalogati come Anelli della Libertà (Rings of Freedom). Gli anelli della Libertà si distinguono dagli altri anelli, poiché generalmente sono multipli. Somigliano agli anelli circolari visibili nei tronchi degli alberi. Sono generalmente posizionati a circa due terzi dalla pupilla verso il bordo dell’iride. Le persone con gli anelli dello stress, tendono ad essere risultato-orientati, considerano la vita come necessaria alla produzione di risultati. In casi estremi possono sviluppare un ansia irrequieta perchè si sentono in colpa quando realizzano poco. Hanno un alto standard per misurare le loro prestazioni. Una tendenza agonistica nel vivere le esperienze della vita, in particolare nel lavoro e nello studio. Ne deriva un forte stress.




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