malattie del rene

Rimedi naturali e nutraceutici
per la salute delle funzioni renali


Introduzione alla fisiologia dei reni

I reni sono una coppia di organi a forma di fagiolo presenti in tutti i vertebrati.
I reni appartengono al sistema degli emuntori. Nella Medicina Tradizionale Cinese, così come presso gli antichi Egizi, i reni venivano considerati organi vitali alla stessa stregua del cuore e del cervello.
I due reni sono posizionati nella parte posteriore della cavità addominale, approssimativamente dietro al fegato e dietro alla milza. A seconda della costituzione fisica e del sesso un rene può pesare dai 110 ai 170 grammi. Ogni rene è incapsulato da un rivestimento connettivale duro e fibroso che lo protegge.
Le ghiandole surrenali sono posizionate proprio sopra i reni.
Il sangue entra nei reni attraverso le arterie renali, viene filtrato ed esce attraverso le vene renali. Ogni rene espelle l’urina attraverso un tubo chiamato uretere che conduce alla vescica.
funzioni renaliLa funzione renale principale è quella di filtrare dal sangue le sostanze di scarto e rimuoverle dal corpo, mantenendo in questo modo i livelli equilibrati degli elettroliti. Il corretto funzionamento del sistema urinario è una componente cruciale per l’omeostasi del corpo. La formazione dell’urina e l’escrezione delle sostanze di scarto sono due fra le funzioni principali dei reni. Tuttavia i reni hanno anche altre importanti funzioni poichè contribuiscono anche a mantenere la composizione del sangue, il pH e l’osmolarità, regolano il volume e la pressione sanguigna, intervengono nella produzione di globuli rossi attraverso meccanismi ormonali. I reni sono inoltre responsabili della produzione dell’ormone vitamina D biologicamente attivo (calcitriolo), che riveste un ruolo cruciale nella regolazione dell’omeostasi minerale ed in particolare di calcio e fosforo.

Le funzioni renali

Il ruolo principale dei reni è rappresentato dal mantenimento dell’omeostasi. Questa funzione vitale viene svolta dai reni attraverso la gestione dei livelli dei liquidi, il mantenimento dell’equilibrio elettrolitico, oltre che da altri fattori che contribuiscono a mantenere l’ambiente interno del corpo coerente con i parametri vitali. I reni assolvono quindi una vasta gamma di funzioni:

Escrezione delle sostanze tossiche

I reni rimuovono dal sangue una serie di prodotti di scarto e li veicolano verso l’esterno nelle urine. Due dei principali composti rimossi dai reni sono:
• Urea, che deriva dalla scomposizione delle proteine
• Acido urico dalla degradazione degli acidi nucleici

Riassorbimento dei nutrienti

Le funzioni renali includono il riassorbimento dei nutrienti. I reni riassorbono i nutrienti dal sangue e li trasportano dove sostengono meglio la salute. Riassorbono anche altri prodotti per aiutare a mantenere l’omeostasi. I prodotti riassorbiti includono:
• glucosio
• aminoacidi
• bicarbonato
• sodio
• acqua
• fosfato
• ioni cloruro, sodio, magnesio e potassio

Mantenere il pH nel giusto range

Negli esseri umani, il livello di pH accettabile è compreso tra 7,38 e 7,42. Al di sotto di questo valori il corpo entra in uno stato di acidosi, mentre al di sopra si genera uno stato di alcalosi. Con un pH fuori range le proteine e gli enzimi si degradano e non possono più funzionare. In casi estremi, questa situazione può essere fatale. I reni insieme ai polmoni, aiutano a mantenere un pH stabile all’interno del corpo.
Le funzioni renali mantengono l’equilibrio del pH attraverso due processi:
• Riassorbimento e conservazione del bicarbonato (HCO3) : il bicarbonato aiuta a neutralizzare gli acidi. I reni possono trattenerlo se il pH è tollerabile o rilasciarlo se i livelli di acido aumentano.
• Espulsione degli ioni idrogeno (H+) e degli acidi fissi : gli acidi fissi o non volatili sono acidi che non si verificano a causa dell’anidride carbonica. Derivano dal metabolismo incompleto di carboidrati , grassi e proteine. Includono acido lattico, acido solforico e acido fosforico.

Regolazione dell’osmolarità

L’osmolarità rappresenta la misura dell’equilibrio elettroliti-acqua del corpo, ovvero il rapporto tra fluido e minerali. La disidratazione è una delle cause principali dello squilibrio elettrolitico. Se l’osmolarità aumenta nel plasma sanguigno, l’ipotalamo nel cervello risponde trasmettendo un messaggio alla ghiandola pituitaria. Questo, a sua volta, rilascia l’ormone antidiuretico (ADH). In risposta all’ADH, le funzioni renali apportano una serie di modifiche, tra le quali abbiamo:
• aumento della concentrazione di urina
• aumentare il riassorbimento dell’acqua
• riaprire porzioni del condotto di raccolta in cui l’acqua normalmente non può entrare, consentendo il ritorno dell’acqua nel corpo
• trattenere l’urea nel midollo del rene piuttosto che espellerla, poiché attira l’acqua

Regolazione della pressione sanguigna

I reni intervengono nella regolazione della pressione sanguigna quando ciò si renda necessario. La regolazione pressoria si espleta a lungo termine nelle arterie provocando cambiamenti nel fluido extracellulare. Le funzioni renali partecipano al sistema renina-angiotensina-aldosterone. Tutto ciò che altera la pressione sanguigna può nel tempo danneggiare i reni, compresa l’ obesità, il consumo eccessivo di alcol ed il fumo.

Secrezione di composti attivi

I reni rilasciano alcuni composti importanti, tra i quali abbiamo:
• Eritropoietina : controlla l’eritropoiesi ovvero la produzione di globuli rossi. Il fegato produce anch’esso questo ormone glicoproteico ma in misura minore rispetto ai reni.
• Renina : un enzima che aiuta a gestire l’espansione delle arterie e il volume del plasma sanguigno, della linfa e del liquido interstiziale. La linfa è un fluido che contiene globuli bianchi, che supportano l’attività immunitaria, e il fluido interstiziale è il componente principale del fluido extracellulare.
• Calcitriolo : è la forma attiva della vitamina D3 all’interno del corpo umano. La sua funzione è quella di permettere l’assorbimento del calcio e del fosfato a livello gastrointestinale e renale.

Regolazione della glicemia

Tra le funzioni renali troviamo un importante contributo sia nella produzione del glucosio, mediante la gluconeogenesi, sia nel riassorbimento del glucosio filtrato a livello glomerulo renale.

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I reni e le loro principali malattie

Un’indagine condotta dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN), e presentata in occasione del 59° Congresso Nazionale SIN, ha evidenziato che la prevalenza della Malattia Renale Cronica (MRC) interessa il 7% nella popolazione italiana, ma raggiunge valori fino al 50% in presenza di diabete, ipertensione arteriosa, obesità e dislipidemia (Fonte Nephrocare). La malattia renale si verifica quando i reni vengono danneggiati e non possono svolgere la loro funzione. Il danno può essere causato da diabete , ipertensione e varie altre condizioni croniche (a lungo termine). La malattia renale può portare ad altri problemi di salute, tra cui ossa deboli, danni ai nervi e malnutrizione.

Se la malattia peggiora nel tempo, i reni potrebbero smettere di funzionare completamente. Ciò significa che sarà necessaria la dialisi per svolgere la normale funzione dei reni.

Malattia renale cronica

La forma più comune di malattia renale è la malattia renale cronica. Si tratta di una condizione ormai stabilizzata da tempo non migliorabile. È comunemente causata dall’ipertensione.
L’ipertensione risulta pericolosa per i reni poichè aumenta la pressione sui glomeruli renali (minuscoli vasi sanguigni di filtraggio), con un conseguente possibile loro danneggiamento.
Il diabete è anche una delle principali cause di malattia renale cronica. L’aumento del livello degli zuccheri nel sangue danneggia nel tempo i vasi sanguigni dei reni.
L’insufficienza renale può verificarsi anche in conseguenza del sovraccarico di tossine nel corpo.

Calcoli renali (litiasi)

La formazione di calcoli renali è un disturbo abbastanza diffuso e doloroso, causato dalla formazione di depositi cristallizzati di minerali che assumono la forma di sassolini più o meno grandi. Queste formazioni quando aumentano la loro dimensione possono bloccare il passaggio dell’urine negli ureteri, alterando le funzioni renali.

Sindrome nefrosica

E’ un disturbo causato dalla presenza di danni ai glomeruli renali. In questa condizione una eccessiva quantità di proteine viene eliminata con le urine. La comparsa di edemi alle gambe come sintomo tipico di alterazione delle funzioni renali, può far sospettare una sindrome nefrosica.

Rene policistico

La caratteristica principale del rene policistico è rappresentata dalla formazione di grosse cisti a carico del rene che possono comprometterne la funzionalità.
Il rene policistico è una condizione di origine genetica. Le cisti aumentano in numero e dimensioni durante la vita di un individuo fino a causare la perdita totale di funzionalità renale nella metà dei soggetti colpiti. Isolate Cisti renali possono comparire con l’età, ma non sono ricomprese nel rene policistico ed in genere non creano disturbi.

Nefrite

Le nefriti comprendono tutte quelle malattie infiammatorie a carico del rene. Si distinguono in base alla sede di insorgenza del processo infiammatorio. Pertanto avremo la glomerulonefrite (glomeruli renali), la pielonefrite (pelvi e del parenchima renale) e la nefrite interstiziale (interstizio renale). Ne può conseguire insufficienza renale, anche cronica, ovvero l’incapacità permanente dei reni di svolgere in modo efficiente la loro funziona fisiologica.

Insufficienza renale acuta

Consiste in un improvviso e drammatico peggioramento della funzionalità renale che può però essere occasionale e quindi reversibile. Tra le cause disidratazione, un blocco del tratto urinario (ad esempio per un calcolo) o un trauma ai reni;

Nefropatia diabetica

L’eccesso di zuccheri nel sangue dei diabetici può progressivamente danneggiare i reni sfociando nella insufficienza renale cronica.

Nefropatia ipertensiva

In questi casi l’alterazione delle funzioni renali o peggio l’insufficienza renale cronica, può essere causata da una pressione sanguigna troppo elevata.

Cancro del rene

Il carcinoma renale è la neoplasia maligna più comune a carico dei reni. I tumori del rene e delle vie urinarie rappresentano una proporzione variabile tra il 2 e il 5 per cento (a seconda dell’età) di tutti i tumori e nel genere maschile ha una frequenza quasi doppia rispetto a quello femminile.

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Come conservare la salute dei reni

Le indagini cliniche sono l’unico modo per sapere con certezza se una malattia renale è presente. I fattori di rischio per le malattie renali sono rappresentati da predisposizioni genetiche, da storie familiari di insufficienza renale, dalla presenza di ipertensione o diabete.

10 sintomi che potrebbero dipendere da una malattia renale:
– Stanchezza fisica e mentale con difficoltà di concentrazione
– Problemi del sonno
– Pelle secca e pruriginosa
– Bisogno di urinare continuo
– La presenza di sangue nelle urine
– L’urina schiumosa
– Persistente gonfiore intorno agli occhi
– Caviglie e piedi gonfi
– Scarso appetito
– Crampi muscolari

Cambiamenti nella dieta e nello stile di vita
Seguire una dieta equilibrata è importante tanto quanto assumere integratori o farmaci. Adottare uno stile di vita sano può aiutare a prevenire molte delle cause alla base della malattia renale. Molti problemi renali derivano dall’ipertensione e dal diabete.

I 9 consigli migliori per conservare le funzioni renali:
• Ridurre gli zuccheri per il controllo della glicemia
• Ridurre i cibi che innalzano il colesterolo
• Ridurre l’assunzione di sale da cucina
• Evitare il consumo di alcol
• Evitare il fumo
• Evitare la vita sedentaria favorendo l’attività fisica
• Perdere peso in eccesso
• Bere molta acqua
• Favorire una dieta che includa frutta fresca, verdura, cereali integrali e latticini a basso contenuto di grassi

funzioni renali

RIMEDI NATURALI PER LE FUNZIONI RENALI

L’uso di integratori a base di erbe può essere pericoloso per i soggetti affetti da insufficienza renale cronica, poiché il loro corpo non è in grado di eliminare i prodotti di scarto come avviene in una persona sana.
Fatta questa doverosa premessa ci accingiamo a prendere in esame gli integratori nutraceutici e le erbe più usate per i disturbi renali funzionali.

Calcoli renali – trattamenti e rimedi

La formazione di calcoli renali detta urolitiasi è un processo complesso che risulta da una successione di diversi eventi fisico-chimici tra cui sovrasaturazione, nucleazione, crescita, aggregazione e ritenzione all’interno dei reni.
Secondo questa ricerca i dati epidemiologici hanno dimostrato che l’ossalato di calcio è il minerale predominante nella maggior parte dei calcoli renali. Sebbene ci siano alcune recenti segnalazioni di effetti benefici dei trattamenti medici nel migliorare l’eliminazione dei calcoli negli ureteri distali, di fatto non esiste ancora un farmaco soddisfacente da utilizzare nella terapia clinica, soprattutto per la prevenzione o la recidiva dei calcoli. A questo proposito, molte piante sono state tradizionalmente utilizzate per trattare i calcoli renali e si sono dimostrate efficaci. È stato segnalato che varie erbe inibiscono la cristallizzazione del Ossalato di Calcio (CaOx). In particolare secondo la ricerca Phyllantus niruri riduceva significativamente la crescita dei calcoli dopo aver ingerito il tè per tre mesi. Come riportato nella stessa ricerca, per la prevenzione della formazione di calcoli è importante un’elevata assunzione di liquidi perché un volume urinario ridotto amplifica la saturazione di tutti i soluti. I liquidi consigliati includono acqua minerale e succhi di frutta. Gli estratti vegetali che aumentano il volume urinario potrebbero quindi essere utilizzati anche come terapia aggiuntiva. Esiste un numero crescente di studi che affermano effetti diuretici con rimedi tradizionali. Di questi, fra i più promettenti evidenziamo Solidago virga aurea. Un aumento dell’escrezione di acido urico è stato anche notato dopo il consumo di un tè preparato con Orthosiphon.
In questa ricerca viene evidenziato l’uso di Phyllantus niruri per l’eliminazione dei residui dei calcoli frantumati dalla litotrisia.
Nelle conclusioni di questa ricerca è riportato che l’ integrazione di citrato di potassio in Svizzera ha determinato un cambiamento benefico del profilo di rischio urinario aumentando in modo particolare i fattori anti-litogenici. Glucosio a digiuno, HbA 1c , livelli di colesterolo e BMI non sono stati influenzati dalla terapia con citrato di potassio dopo 3 mesi, suggerendo che il citrato di potassio è sicuro e non associato ad effetti collaterali metabolici sfavorevoli.
Infine citiamo questa ulteriore ricerca che descrive i potenziali effetti benefici dell’Erba ruggine o Cedracca, nota col nome di “Spaccapietra”, sui depositi di ossalato di calcio.

La ritenzione idrica – trattamenti e rimedi

La ritenzione idrica è una tendenza patologica delle cellule a trattenere liquidi, tossine e sali minerali. Voli aerei, cambiamenti ormonali e sale in eccesso possono favorire il ristagno dei liquidi nel corpo. funzioni renaliIn genere la ritenzione idrica ha la sua causa di fondo sullo squilibrio metabolico del rapporto aumentato tra sodio e potassio. Tuttavia il ristagno dei liquidi può essere causato anche su base giornaliera da uno squilibrio ormonale del ciclo mestruale. Difetti di circolazione venosa e del drenaggio linfatico possono anch’essi incrementare la ritenzione idrica. La ritenzione idrica inoltre può essere causata da patologie come disfunzioni cardiache e renali, infiammazioni croniche, sindrome premestruale, diabete, artrite ed ipotiroidismo. Inoltre alcuni farmaci come gli antiacidi e gli antinfiammatori, come pure la pillola anticoncezionale ed i cortisonici, possono favorire il ristagno dei liquidi nel corpo.

Consigli naturopatici che possono aiutare a risolvere la ritenzione idrica:
1. Seguire una dieta a basso contenuto di sale, poiché il sodio trattiene l’acqua nel corpo. Si consiglia di limitare l’assunzione di sodio a non più di 2-3 grammi al giorno. Ciò significa fare la spesa cercando di evitare cibi confezionati, lavorati e precotti. Si può compensare il sapore dei cibi aggiungendo spezie al posto del sale.
2. Il magnesio è un minerale importante di cui il corpo ha bisogno per funzionare. Infatti è coinvolto in più di 300 reazioni enzimatiche necessarie al normale funzionamento del corpo. Il magnesio è necessario a produrre energia e regolare lo zucchero nel sangue. Il magnesio è necessario per la normale conduzione degli impulsi nervosi, per la contrazione muscolare ed il normale ritmo cardiaco. Il cuore, i muscoli ed i reni hanno tutti bisogno di magnesio per funzionare correttamente. Il magnesio è un minerale che aiuta anche a costruire denti e ossa. Infine aumentare l’assunzione di magnesio può aiutare a ridurre la ritenzione idrica, in particolare quando questa è causata dalla sindrome premestruale. (ricerca 1ricerca 2)
3. La vitamina B6 (piridossina) è un altro presidio molto utile in caso di ritenzione idrica. In questa ricerca è stato dimostrato che la supplementazione di vitamina B6 associata al magnesio riduce la ritenzione idrica nelle donne con sindrome premestruale. Come ben evidenziato nella ricerca stessa, la vitamina B6 da un lato aumenta i livelli di serotonina e dopamina e migliora i sintomi della sindrome premestruale, dall’altro ha un ruolo essenziale nella sintesi delle prostaglandine e degli acidi grassi, che si riducono nelle eziologie che causano la sindrome premestruale. Inoltre, i ricercatori ritengono che la carenza di vitamina B6 diminuisca la dopamina nei reni e quindi aumenti l’escrezione di sodio, che a sua volta provoca l’accumulo di acqua nel corpo e induce sintomi come gonfiore alle estremità, edema e fastidio addominale e toracico. La somministrazione di vitamina B6 può quindi diminuire questi sintomi e migliorare l’acne premestruale.
4. Il potassio è un minerale che svolge diverse importanti funzioni, molto utile per la salute dei reni. In questa ampia ricerca dal titolo “Potassio E Salute” è riportata l’utilità del potassio nelle funzioni renali, in particolare nella regolazione dell’ipertensione che come già detto rappresenta un fattore di rischio renale, oltre che cardiaco e cerebrale.
Secondo questa ricerca il potassio sembra aiutare a ridurre la ritenzione idrica in due modi, ovvero diminuendo i livelli di sodio ed aumentando nel contempo la produzione di urina.

I cibi che contengono buone dosi di potassio sono:
– Avogado
– Spinaci
– Pomodori
– Patate
– Fagioli Bianchi (Cannellini, Lima, Etc.), Fagioli Neri, Lenticchie
– Zucca
– Albicocche secche
– Uvetta
– Mandorle
– Barbabietole rosse
– Melograno
– Banane

5. Il Tarassaco (Taraxacum officinale) è una pianta erbacea perenne appartenete alla famiglia delle Asteracee. Molto apprezzato come rimedio erboristico per le sue proprietà coleretiche, colagoghe e diuretiche. Per le funzioni renali può essere d’aiuto nella stimolazione della diuresi. I diuretici naturali possono aiutare a ridurre la ritenzione idrica facendo urinare più spesso. In questa ricerca nelle conclusioni troviamo quanto segue: Sulla base di questi primi dati sull’uomo, l’estratto etanolico di Taraxacum officinale si mostra promettente come diuretico nell’uomo. Sebbene questo fosse un piccolo studio, i risultati indicano che l’estratto di dente di leone può essere un diuretico efficace.
6. Equiseto: Una ricerca del 2014 ha evidenziato che l’estratto di coda cavallina ha gli stessi effetti diuretici dei farmaci da prescrizione, ma con meno effetti collaterali. Nelle valutazioni finali dei risultati del test si legge: I nostri dati sperimentali confermano l’etnofarmacologia e l’uso tradizionale di Equisetum arvense come diuretico, che si verifica in tutto il mondo, inclusi Brasile e altri paesi sudamericani ed in diversi paesi europei ed asiatici. Questi risultati rappresentano un importante stimolo per ulteriori studi clinici sugli altri effetti farmacologici di E. arvensee altre piante medicinali ad ampio raggio nella medicina tradizionale.

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Equilibrio del pH ed Acidosi latente – trattamenti e rimedi

Nell’essere umano sano, il sangue ha un valore di pH di 7,4. Anche lievi deviazioni da questo valore possono portare a tutti i disturbi del metabolismo che possono anche essere pericolosi per la vita. È per questo motivo che i sistemi tampone estensivi del corpo assicurano che il pH del sangue sia mantenuto tra i limiti molto stretti di 7,37 e 7,43. Per mantenere il funzionamento metabolico ottimale e per ottenere la capacità tampone a lungo termine, l’organismo dipende anche dalla costante rigenerazione dei sistemi tampone.
Quanto detto sopra presuppone una precisa regolazione dell’omeostasi acido-base che coinvolge molti fattori (Fig. 1).
insufficienza renaleA parte le caratteristiche tampone del sangue e dei compartimenti extracellulari ed intracellulari, lo scambio di gas nei polmoni ed i meccanismi di escrezione dei reni sono componenti essenziali di questo sistema di regolazione, tutti in equilibrio funzionale tra loro. Nella dieta moderna, principalmente il consumo elevato di proteine ​​rispetto a quello di frutta e verdura, le quali forniscono basi, contribuisce all’acidificazione quotidiana del corpo. Rispetto alle manifestazioni clinica dell’acidosi metabolica con pH alterato nel sangue, l’acidosi latente è molto più comunemente riscontrata. Nella maggior parte dei casi, si verifica un leggero spostamento del pH del sangue in direzione acida entro l’intervallo normale e la capacità di tamponamento totale del sangue viene ridotta. Il termine “latente” si riferisce a una condizione cronica che è priva di sintomi acuti e rilevabile solo clinicamente. L’acidosi latente è presente in un’ampia fascia della popolazione. La causa dell’aumentata acidificazione è soprattutto l’elevato contenuto proteico negli alimenti che, unito al declino della funzionalità renale associato all’aumentare dell’età, porta ad un’acidosi latente. (Fonte)
La condizione cronica di acidosi latente è un fattore di rischio per numerose ed importanti malattie, come ad esempio osteoporosi, problemi cardiovascolari, dolore acuto. In questa ricerca è evidenziato che l’acidosi indotta dalla dieta può influenzare le attività molecolari a livello cellulare che promuovono la carcinogenesi o la progressione del tumore.
Questa ulteriore ricerca esordisce dicendo: Prove crescenti supportano l’associazione tra iperuricemia e malattia renale cronica incidente (CKD). Nella sua conclusione finale inoltre troviamo affermato che i risultati suggeriscono che l’iperuricemia è un potenziale fattore modificabile della progressione della CKD.
In questa altra ricerca si afferma che l’acidosi metabolica è una complicanza comune della malattia renale cronica. Un numero crescente di prove identifica l’acidosi non solo come conseguenza, ma anche come contributo alla progressione della malattia renale. A questo proposito sono stati identificati diversi percorsi meccanicistici. Il carico acido nella dieta, anche in assenza di acidosi manifesta, può avere effetti deleteri. Diversi piccoli studi ora suggeriscono che il trattamento dell’acidosi con alcali orali può rallentare la progressione della malattia renale.

equilibrio acido-base

Integratori alcalinizzanti

Più avanti nella stessa ricerca al capitolo ”Acidità alimentare, ritenzione acida e progressione della malattia renale”, troviamo riportato che: il carico acido dietetico netto è determinato dall’equilibrio dei precursori che formano acidi e che formano basi nella dieta. Gli alimenti comuni che forniscono un elevato carico di acidi nella dieta includono formaggio, carne, uova e cereali, mentre frutta e verdura sono ricche di precursori alcalini. In generale, le diete ricche di proteine animali producono alti livelli di produzione netta di acido endogeno (NEAP), mentre le diete vegane e vegetariane producono un NEAP basso, o addirittura negativo. È possibile ottenere un NEAP basso anche preservando la percentuale di energia derivata dalle proteine alimentari. Ciò è stato dimostrato nello studio Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH), in cui una dieta che incorporava una maggiore assunzione di frutta e verdura produceva un NEAP sostanzialmente inferiore rispetto alla tipica dieta americana.
In quest’altra interessante ricerca apparsa nel 2020 dal titolo “Infiammazione e stress ossidativo nella malattia renale cronica: potenziale ruolo terapeutico di minerali, vitamine e metaboliti di origine vegetale” vengono illustrati i risultati incoraggianti ottenuti con alcuni integratori ed erbe in presenza di malattia renale con acidosi tissutale. Nella tabella 3, che fedelmente riportiamo potete avere l’elenco completo dell’indagine.

funzioni renali

Fonte https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6981831/

Un interessante contributo in caso di malattia renale può essere dato dai funghi medicinali. Potete notare come nella tabella della ricerca sia mostrato il fungo Cordyceps s. Inoltre in questa ricerca dal titolo “Uno studio farmacometabonomico sulla malattia renale cronica e l’effetto terapeutico di Ergone da UPLC-QTOF / HDMS” è riportato l’effetto terapeutico di un componente presente all’interno del fungo Polyporus umbellatus.

Per concludere, dalla nostra pratica naturopatica quotidiana, possiamo consigliare gli oligoelementi Litio e Selenio come ulteriori rimedi per supportare l’acidosi tissutale e comunque tutti i disturbi renali.
Il litio ha un’azione antagonista all’ormone antidiuretico (ADH), pertanto è un regolatore dell’idratazione. Il litio oligoelemento viene utilizzato tradizionalmente come modificatore di terreno in due aree: da un lato migliora le funzioni di eliminazione urinaria (in particolare quella dell’urea e dell’acido urico), dall’altro e, soprattutto, svolge un ruolo prezioso nel trattamento di molti disturbi psicosomatici e nevrotici non gravi (ansia, irritabilità, disturbi comportamentali e affettivi, etc.).
Rispetto al Selenio in questa ricerca è riportato che la carenza di selenio deve essere sospettata nei pazienti dializzati e l’integrazione di selenio può essere utile (aumento dell’attività della glutatione perossidasi, effetto cardioprotettivo, proprietà immuno-stimolanti) per i pazienti con insufficienza renale cronica.

Rimedi per la Salute ed il Benessere:

– sui RIMEDI NATURALI – Come e perchè sceglierli

– del SISTEMA NERVOSO (Ansia, Stress, Depressione, Etc.)
– del SISTEMA IMMUNITARIO (Autoimmunità, Allergie, Ipoimmunità)
– del SISTEMA ENDOCRINO (Disfunzioni Ghiandolari)
– delle FUNZIONI RENALI (Acidosi Tissutale, Ritenzione Idrica, Etc.)
– delle FUNZIONI METABOLICHE (Insulino-Resistenza, Zuccheri, Grassi, Etc.)
– dell’APPARATO DIGERENTE (Disbiosi, Leaky Gut Syndrome, Etc.)
– dell’APPARATO OSTEO-ARTICOLARE (Articolazioni, Tendini, Problemi Muscolari)

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