La Fibromialgia: il ruolo dell’iridologia e dei rimedi naturali

da | Lug 12, 2018 | RIMEDI NATURALI |

Cos'è la fibromialgia e come affrontarla. In questo articolo vedremo... (leggi tutto...)

– Le zone dolorose nella fibromialgia, i sintomi e le altre sintomatologia coesistenti

– Quali sono le cause della fibromialgia

– Qualiso sono i fattori di rischio per la fibromialgia

– Quali sono i trattamenti per la fibromialgia

– Come convivere con la fibromialgia: strategie di adattamento

– La fibromialgia in medicina olistica: Il ruolo della Naturopatia e dell’Iridologia

– Casi studio: Analisi comparata di soggetti con fibromialgia con l’iridologia

– La permeabilità intestinale è la causa o l’effetto della fibromialgia?

– Un nuovo approccio al trattamento della fibromialgia

– Conclusioni

Sintesi. La fibromialgia è una sindrome dolorosa che una volta innescata tende a cronicizzare nel tempo. E’ caratterizzata da un’infiammazione diffusa a carico dell’apparato muscolo-scheletrico che causa dolore ai muscoli ed alle articolazioni. La sintomatologia dolorosa è accompagnata da problemi di affaticamento, distubi del sonno ed alterazioni cognitive. Alcuni ricercatori ritengono che la sindrome della fibromialgia amplifichi le sensazioni dolorose, influenzando il modo in cui il cervello elabora i segnali del dolore. I sintomi della fibromialgia sono soggettivi e non possono essere determinati o misurati con esami di laboratorio o radiografici. Mancando il riscontro clinico che riveli in modo preciso la fibromialgia, non esiste una causa ben precisa per essa. Anche per questo motivo la fibromialgia è spesso mal diagnosticata e confusa con vere e proprie malattie come l’artrite reumatoide. E’ curioso pensare che anche altri disturbi, come ad esempio la depressione, non abbiano indagini di laboratorio o strumentali che ne accertino la presenza. In questo articolo vedremo lo stato delle attuali conoscenze scientifiche sulla fibromialgia con le strategie di cura usate. Per completare la nostra analisi vedremo il ruolo della medicina complementare e funzionale, che approccia in modo olistico la fibromialgia con i rimedi naturali più adatti.

La fibromialgia è associata a zone di infiammazione dolorosa, chiamate “tender points”. In questi punti del corpo anche una leggera pressione può causare dolore. Si tratta di 18 punti dolorosi distribuiti lungo il corpo in modo bilaterale i quali, più in passato che oggi, vengono utilizzati per la diagnosi di fibromialgia. Quando almeno 2/3 di essi risultano dolorosi questo potrebbe condurre alla diagnosi.
Oggi l’osservazione dei “tender points” è piuttosto utilizzata per restringere il campo d’indagine sul tipo di malattia. La tendenza è piuttosto quella di osservare una combinazione di altri sintomi coerenti con alcuni esami medici non specifici.
FIBROMIALGIA TENDER POINTS
1- Il dolore cronico diffuso: Il dolore associato alla fibromialgia deve essere presente da almeno 3 mesi. Esso viene descritto come un dolore sordo e costante che può essere definito bruciante, pungente, tirante, pruriginoso o compressivo. Il dolore è diffuso, cioè presente sia nell’emisoma destro che in quello sinistro, al di sopra ed al di sotto del linea del diaframma. Il livello del dolore varia in relazione ai momenti della giornata, ai livelli di attività, alle condizioni atmosferiche, allo stress, ai ritmi del sonno. La sintomatologia dolorosa potrebbe essere il risultato di un’interpretazione errata del cervello e dei nervi o di una reazione eccessiva ai normali segnali del dolore. Ciò potrebbe anche dipendere da uno squilibrio chimico nel cervello (glutammato).

2-Affaticamento: Nel 90% delle persone con fibromialgia è caratteristica la stanchezza, presente già dal mattino e con ridotta resistenza agli sforzi anche minimi durante la giornata. Queste persone possono dormire anche per lunghi periodi, ma il sonno risulta spesso interrotto dal dolore. I soggetti con fibromialgia lamentano anche altri disturbi del sonno, come la sindrome delle gambe senza riposo.

3-Disturbi cognitivi: I dolori della fibromialgia sono di solito accompagnati da una confusione mentale denominata “fibro-fog”. La perdita di lucidità mentale si manifesta con difficoltà nella concentrazione e nella focalizzazione e nell’attenzione, perdita di memoria a breve termine (episodica e semantica), difficoltà nel ragionamento logico ed alterazione del giudizio, perdita della fluidità verbale con eloquio rallentato.

4- Disturbi del sonno: La fibromialgia è quasi sempre accompagnata da un sonno disturbato e non ristoratore con frequenti risvegli notturni. La sensazione al mattino è quella di non aver riposato affatto accompagnata da un umore molto instabile. Per le donne con fibromialgia, le quali in genere si prendono cura dei membri della famiglia, affrontare il dolore è una sfida.
Alcune ricerche hanno riscontrato nelle persone con fibromialgia il disturbo del sonno alfa-delta, peraltro presente anche nelle situazioni di depressione e di sindrome da stanchezza cronica. Di cosa si tratta? Il sonno profondo e riposante è dominato dalle onde delta dell’EEG. Le onde alfa invece sono caratteristiche del dormi-veglia, della meditazione e del sonno superficiale. Le persone con fibromialgia quando raggiungono lo stato delta tornano bruscamente allo stato alfa con improvvisa riaccensione dell’attività mentale. In questo modo esse beneficiano al massimo del 20% di quel sonno profondo, durante il quale i muscoli rilasciano la tensione (adrenalina) e recuperano le loro forze (magnesio).

La fibromialgia coesiste spesso con altre sintomatologie dolorose e durature, come ad esempio:

– Cefalee , Emicranie ed altri mal di testa

– Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare

– Sindrome dell’colon irritabile

– Dolore pelvico cronico da cistite interstiziale

– Intorpidimento e/o formicolio di mani e piedi

– Sensibilità a rumori forti o luci intense

Quali sono le cause della fibromialgia?


Non è stata individuata una causa precisa per la fibromialgia. Secondo le ricerche i sintomi possono iniziare dopo un trauma fisico, un intervento chirurgico, un’infezione o uno stress psicologico significativo. In altri casi i sintomi si accumulano gradualmente nel tempo apparentemente senza un evento scatenante specifico. La fibromialgia è per 2/3 al femminile: le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare fibromialgia rispetto agli uomini.
La caratteristica principale del disturbo resta il dolore.
Nella normalità quando il corpo subisce un danno, il cervello riceve immediatamente l’informazione, la quale corre lungo le vie nervose. Così i segnali nervosi viaggiano dal punto problematico attraverso il midollo spinale fino al cervello: il dolore è un avvertimento che qualcosa non va. Durante il processo di guarigione, il dolore migliora fino a scomparire.
Con la fibromialgia si avverte dolore senza avere una ferita o un danno. Alcuni ricercatori suppongono che il problema risieda nel modo in cui il cervello e il midollo spinale trattano i segnali del dolore. Con la fibromialgia le cellule che portano segnali di dolore potrebbero essere aumentate più del normale, oppure ci potrebbe essere una minor concentrazione delle cellule che attenuano il dolore. Se questa ipotesi fosse confermata ciò si tradurrebbe in un livello doloroso sempre attivato, come la musica che esplode su una radio. E’ una situazione dove piccoli urti e lividi feriscono più del dovuto, dove si potrebbe provare dolore da circostanze che non dovrebbero ferire affatto.
Tuttavia sono molte le possibilità per cui i segnali dolorosi possono risultare alterati ed i medici non hanno accertato che la suddetta ipotesi sia la causa reale della fibromialgia. Potrebbe essere anche una sindrome multifattoriale.

Quali sono i fattori di rischio per la fibromialgia?


Come già detto le cause della fibromialgia non sono state definite. Tuttavia è stato riscontrato che le riacutizzazioni si presentano dopo eventi stressanti, traumi fisici o anche una malattia influenzale. L’errata valutazione del cervello e del sistema nervoso rispetto agli stimoli ambientali potrebbe rappresentare l’innesco della sintomatologia dolorosa che si esprime attraverso eccessive reazioni ai normali segnali del dolore. Il fattore principale per l’errata valutazione degli stimoli ambientali secondo alcune ricerche potrebbe risiedere nella chimica del cervello. Altri fattori di rischio per la fibromialgia
– La genetica. La fibromialgia sembra manifestarsi nell’ambito familiare. Dai genitori potrebbero derivare informazioni genetiche che predispongono verso un maggiore sensibilità al dolore. Altre informazioni genetiche possono predisporre verso stati ansiosi o depressivi, che peggiorano il dolore.
– Altre malattie. Una malattia dolorosa pregressa come l’artrite reumatoide o il lupus oppure un’infezione, aumenta le possibilità di avere fibromialgia.
– Abuso emotivo o fisico. I bambini che subiscono abusi hanno maggiori probabilità di avere la fibromialgia quando crescono. Ciò può accadere perché l’abuso cambia il modo in cui il cervello gestisce il dolore e lo stress.
– Disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Alcune persone contraggono questo problema di salute mentale dopo un evento terribile, come la guerra, un incidente automobilistico o uno stupro. In alcune persone questi eventi sono legati all’insorgenza della fibromialgia.rimedi naturali fibromialgia
– Genere. La fibromialgia è molto più comune nelle donne rispetto agli uomini.
Alcuni ricercatori pensano che questo dipenda da fattori culturali e possa essere quindi collegato alle differenze nel modo in cui gli uomini e le donne provano e reagiscono al dolore. L’idea è quella di un collegamento alle aspettative sociali riposte differentemente nel ruolo degli uomini e delle donne. A mio avviso si potrebbe anche osservare come anche le malattie autoimmuni siano maggiormente riscontrabili nel genere femminile.
– Ansia e depressione. Questi e altri disturbi dell’umore sembrano in qualche modo collegati alla fibromialgia, anche se non esistono prove che effettivamente ne siano la causa. In ogni caso ansia o depressione coesistono con la fibromialgia.
– Vita Sedentaria. La fibromialgia è molto più comune nelle persone che non sono fisicamente attive. L’esercizio fisico può aiutare a ridurre il volume del dolore e sembra essere un trattamento benefico per la fibromialgia.
– Stress. Come il trauma, lo stress può creare effetti a lungo termine che il corpo affronta per mesi e anni. Lo stress è stato collegato a disturbi ormonali che potrebbero contribuire alla manifestazione della fibromialgia.

Quali sono i trattamenti per la fibromialgia?

Come già detto non è stata fin’ora formulata una diagnosi clinica specifica e nemmeno individuate le cause precise per la fibromialgia, pertanto anche i trattamenti saranno aspecifici con l’obbiettivo quanto meno di mitigare la condizione dolorosa e migliorare la qualità della vita.
L’obiettivo del trattamento della fibromialgia resta quello di gestire il dolore. Questo è spesso realizzato attraverso un approccio multidisciplinare sostanzialmente rappresentato dalla di cura di sé stessi e dalla somministrazione di alcuni farmaci. E’ stato infatti riscontrato che il solo intervento farmacologico non cura la fibromialgia. Tra i farmaci ai quali si ricorre più spesso troviamo gli analgesici e gli antiinfiammatori, affiancati dagli antidepressivi ed in alcuni casi dagli antiepilettici.
Il trattamento completo per la fibromialgia oltre ai farmaci prevede un piano di cura personale, che comprenda la scelta di un sano stile di vita. Nelle scelte più adatte a chi soffre di fibromialgia troviamo una sana alimentazione, la pratica di discipline che tendono a ridurre gli stress e favoriscano il relax , come anche l’utilizzo di rimedi naturali o specifici integratori. Tra gli integratori più usati abbiamo:
Coenzima Q10, Acido folico, Flavonoidi da Ginko biloba e Mirtillo, Acido Alfa-Lipoico, carotenoidi come il Lycopene, vitamina E, Vitamina C, Citrato di Magnesio, Acetil L-carnitina, Acido Malico, acidi grassi omega-3 .
L’equilibrio fra tutte le opzioni andrà ricercato con l’aiuto di un professionista che sappia indirizzare meglio possibile la persona verso il rimedio giusto. Nel fai date si procederà per tentativi eliminando quei cibi che si riscontra aumentino il dolore, utilizzando quel farmaco o quell’integratore o quel mix che più di tutti aiuta a livellare i picchi dolorosi.

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Scopri come funziona la visita iridologica.



Come convivere con la fibromialgia


La pesante realtà per chi è affetto da fibromialgia è quindi quella di un dolore costante insieme alla stanchezza e con il cervello annebbiato. Si tratta di una sintomatologia articolata che alla lunga e soprattutto nelle crisi può risultare difficile da sostenere. Tuttavia non bisogna mettere la propria vita in stand-by perché In genere mollando le cose peggiorano. Assumendo invece un ruolo più partecipato ed attivo nella gestione della propria condizione, aumenterà il senso di controllo e di conseguenza l’autostima.

Assiduità nelle Cure. I farmaci non curano la fibromialgia e per questo a volte ci si demoralizza. Ma una volta accertato che il medico curante abbia l’esperienza adatta e quindi le prescrizioni siano quelle giuste, i farmaci possono fare la differenza nella sopportazione del dolore. Potrebbe essere utile tenere un diario così da poter meglio individuare cosa aiuta e cosa no.
La fisioterapia, l’agopuntura ed i massaggi contribuiscono ad alleviare il dolore.

L’esercizio fisico. E’ conveniente mantenersi in attività il più possibile. L’esercizio fisico leggero ma regolare è uno dei modi più efficaci per affrontare la fibromialgia. Un piccolo impegno di 20-30 minuti per volta esercitandosi a giorni alterni durante la settimana, può anche bastare. Agisce sia sulla fatica che sul dolore. Le attività più raccomandate sono il nuoto e le passeggiate. Giovano anche gli esercizi di equilibrio poiché migliorano il controllo ed aiutano a sentirsi più stabili. Tuttavia se esiste la preoccupazione di cadere si può ricorrere ai videogiochi di fitness. Tracciando i movimenti e le reazioni del corpo con una realtà virtuale ci si concentra meglio sulla capacità di movimento e sull’equilibrio.

Recuperare energia. Un paradossale circolo vizioso attanaglia le persone con fibromialgia: i sintomi che alimentano il dolore e generano la stanchezza, sono gli stessi che disturbano il sonno. Così nonostante il grande bisogno di riposare non si riesce a dormire bene. In questo quadro seguire delle buone abitudini può essere di grande aiuto. Una di queste è quella di rispettare orari regolari per andare a letto ed alzarsi. Un’altra buona abitudine potrebbe essere quella di fare un rilassante bagno caldo (non la doccia) prima di coricarsi. La pianificazione ordinata delle attività giornaliere è un’altra buona abitudine. Quindi organizzare il proprio lavoro, le faccende domestiche e gli eventi sociali in modo da non esagerare con gli impegni, lasciando degli intervalli di recupero tra una attività e l’altra. Gli intervalli possono essere utilizzati per camminare in solitudine e senza stress. Quando le sfide cominciano a sembrare insormontabili, la buona abitudine è quella dei piccoli passi. Risolvere una cosa per volta fino alla soluzione globale senza preoccuparsi troppo della dimensione dell’intero problema.

Alleviare lo stress. Le ansie e le preoccupazioni, che spesso coesistono nella fibromialgia, prosciugano energia accompagnando l’umore verso piccole depressioni. Anche qui può essere adottata la buona abitudine: “entrare nel flusso.” Si tratta di uno stato di coscienza che lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi chiama “Flow”. Egli sostiene che per avere un’esperienza ottimale si deve raggiungere un flusso continuo, attraverso il completo assorbimento dell’attenzione nel compito che si sta svolgendo. Le persone nello stato di Flow, esprimo un aumentato controllo su ciò che li occupa in quel momento e le loro reazioni automaticamente restano in armonia con le necessità di adattamento. In questo modo la tensione emotiva si azzera e le varie strutture cerebrali sono tranquille nel gestire gli stimoli e le inibizioni a cui siamo soggetti. In questa condizione sarà più facile considerare che a volte conviene dire “No” a certe richieste.

La consapevolezza in genere diminuisce lo stress. Nella terapia EMDR associata alla visita di Iridologia Familiare Sistemica utilizziamo la tecnica delle visualizzazioni, ovvero le immagini diventano il veicolo per trasferire informazioni positive in sostituzione di sentimenti negativi.
La meditazione mindfulness è una pratica che aumenta la concentrazione sul qui e ora. Siamo portati a credere che la meditazione equivalga a distaccarsi dalla realtà. La pratica della meditazione mindfulness non corrisponde a lasciar andare tutto ma al contrario di aumentare il focus e la consapevolezza di tutti gli elementi che compongono la realtà del momento. Essere mindful significa analizzarsi in profondità, senza lasciarsi influenzare dai sentimenti negativi, come la paura, la rabbia o l’odio, osservando le cose per quello che sono. Concretamente corrisponde a concentrarsi meglio per individuare le azioni migliori per risolvere le situazioni frustranti o insoddisfacenti.
Tutte le pratiche di consapevolezza mente-corpo possono essere di grande aiuto per alleviare i problemi della fibromialgia. Quindi ben vengano lo yoga, il Tai Chi Chuan ed il Qi Gong.

Alimentazione. Anche qui come nel caso dei farmaci sarebbe bene usare un diario per vedere quali cibi fanno sentire meglio e quali invece aggravano. A tal proposito possiamo intanto dire che le persone con fibromialgia tendono ad avere bassi livelli di vitamina D. Se le analisi del sangue confermano la carenza di vitamina D, insieme all’esposizione solare che aiuta a produrla, sarebbe opportuno scegliere cibi che compensino tale carenza: Olio di fegato di merluzzo, Salmone selvatico, Sgombri, Tonno, Sardine, Uova, Cereali integrali, tutte le bevande fortificate con vit. D come latte di riso, latte di mandorle o latte di soya.
Evitare la caffeina. Nella cronica stanchezza del fibromialgico il caffè e tutti gli stimolanti potrebbero essere una tentazione, ma assumere questo tipo di alimenti può aumentare il circolo vizioso dell’eccessiva reattività, senza peraltro portare nessun tangibile beneficio neanche momentaneo. Con la caffeina il dolore aumenta.
Evitare cibi che contengono glutammato aggiunto. Il glutammato è un neurotrasmettitore eccitatore per il cervello e secondo alcune ricerche l’eccessiva attività del glutammato sembrerebbe avere un ruolo importante nella fibromialgia. Alcuni alimenti sono addizionati con glutammato come esaltatore di sapidità. Alcune ricerche confermerebbero che questi cibi, compreso l’aspartame, aumentano la sintomatologia dolorosa.
I conservanti utilizzati per le carni in scatola, gli insaccati e tutti i salumi sarebbero da evitare.
Lo zucchero compresi i dolci e le bevande che lo contengono. Lo zucchero e tutti i cereali raffinati (farina 00) stimolano l’insulina e tendono a far ingrassare. Inoltre alimentano l’infiammazione. Se ci si sente appesantiti ed infiammati si fa ancora meno movimento e ciò si traduce in una situazione che nuoce alla fibromialgia.

La fibromialgia in medicina olistica:
Il ruolo della Naturopatia e dell’Iridologia


L’approccio medico e farmacologico seppur di grande efficacia, orienta le sue ricerche verso la molecola, il virus, il batterio, etc. che causa il danno per poi eventualmente formulare un farmaco che li combatta. In questo ambito l’attenzione è rivolta al microcosmo e sin dal tempo di A. Fleming, che nel 1929 scoprì la penicillina, con questa metodologia sono stati fatti passi da giganti visti gli enormi risultati sul piano dell’aspettativa di vita. I risultati sono un po’ meno soddisfacenti sul piano della qualità della vita stessa, poiché viviamo più a lungo ma malaticci e pieni di farmaci (ma questo è un altro discorso). Inoltre guardando al microcosmo, alla lunga alcune scelte si sono rivelate controproducenti come ad esempio l’utilizzo degli antibiotici su larga scala, che oggi ci condanna a fare i conti con il dramma della resistenza antibiotica. L’approccio olistico, nella ricerca della causa della malattia, è più omnicomprensivo e prende in considerazione le numerose poste in gioco rispetto alla malattia stessa. In questo modo l’attenzione è rivolta al macrocosmo e saranno indagati i vari livelli di interconnessione fisica, energetica e psichica dell’individuo. Potremmo dire che la salutogenesi e la naturopatia restano più fedeli alla concezione Ippocratica della medicina funzionale. Detto ciò allarghiamo gli orizzonti sulla fibromialgia alla ricerca di una qualche ulteriore chiave di lettura. Sono abituato a seguire lo schema dell’iride nella ricerca della soluzione. Il motivo è semplice e credo anche condivisibile: nell’iride c’è lo schema secondo il quale il soggetto reagisce con l’ambiente. Nell’iride abbiamo quindi le informazioni costituzionali ed il modo in cui la costituzione stessa risponde agli stimoli ambientali.
Tornando alla fibromialgia, guardiamo insieme alcuni casi di soggetti che soffrono di questo disturbo che hanno cercato anche soluzioni alternative:

CASO 1: Uomo di 58 anni
Ha fatto sport agonistico. Episodico attacco di panico visitando le catacombe, che si ripresenta dopo qualche tempo durante una risonanza magnetica e che si ripete ancora qualche tempo dopo per la durata di circa tre mesi, in occasione della perdita di una persona cara.
CASO 2: Donna di 28 anni
Uno dei genitori con diagnosi di fibromialgia. Nasce da parto cesareo dopo 8 mesi di gravidanza a rischio e comunque dopo un aborto spontaneo della madre al 4 mese. Ha avuto pensieri ossessivi della morte dopo la perdita di alcune persone care.
Si lamenta di una Colite importante.
CASO 3: Donna di 38 anni
La fibromialgia si scatena dopo un’aggressione.
Intorpidimento circolatorio a gambe e braccia.
Mal di testa ricorrenti, in particolare dove è stata colpita durante l’aggressione.
E’ presente un calcolo al rene destro.

Breve analisi comparata dei 3 casi con fibromialgia


Nei casi 1 e 2 viene confermata la coesistenza di disturbi ansiosi con la fibromialgia (panico e pensieri ossessivi), così come dalla ricerca;
Nel caso 2 viene confermato anche il fattore ereditario della fibromialgia lungo l’asse familiare;
Nel caso 3 viene confermato lo stress severo (aggressione) come causa scatenante della fibromialgia;

Dall’osservazione iridologica possiamo apprezzare che i 3 casi presentati hanno in comune le seguenti segnature:
A) Iride sinistra ore 11 – Amigdala (vedi nuove ricerche nel libro Manuale di Iridologia Moderna)
B) Archi tetanici profondi e con varie zone interrotte; 2 su 3 hanno il segno dell’anello tachifagico con coinvolgimento del tratto gastrointestinale
C) Segni di permeabilità intestinale (collaretto sottile, evanescente, interrotto) e segni di disbiosi e/o candida

In questa breve indagine il racconto dei soggetti osservati ha confermato la coesistenza della fibromialgia con uno stato ansioso/depressivo, con la componente ereditaria e con l’insorgenza in seguito a stress severo.

Emerge tuttavia qualcosa che l’approccio più diffuso non contempla:
la presenza di disturbi a livello della mucosa intestinale.

Fibromialgia e permeabilità intestinale

In effetti prove crescenti suggeriscono che la fibromialgia può coesistere o addirittura essere causata dalla scarsa salute intestinale. In particolare ci sono alcune condizioni di anomalia a carico della mucosa intestinale che più di altre sembrerebbero avere una qualche responsabilità:
1) Eccessiva crescita batterica intestinale (SIBO), in cui i batteri del colon risalgono dalla loro naturale posizione per andare a colonizzare l’ambiente relativamente sterile dell’intestino tenue.
2) La permeabilità intestinale o intestino sgocciolante, dove le giunzioni strette, che tengono insieme le cellule intestinali, si allargano con la conseguenza che sostanze ed batteri ed altro passano nei tessuti sottostanti e nel sangue, generando poi infiammazione ed autoimmunità.
3) La sindrome del colon irritabile (IBS)

Un intestino malsano può essere la causa della fibromialgia??


Per dare una risposta esaustiva sarebbe interessante verificare se questa connessione sia già stata esplorata nella letteratura scientifica. Andando a cercare In effetti alcuni studi ci sarebbero. Per esempio:
Secondo questa pubblicazione il 73% dei pazienti con fibromialgia ha riferito sintomi gastrointestinali, rispetto al 37% di quelli con malattie articolari degenerative. In quest’altra pubblicazione è’ stata comunque individuata una correlazione fra Fibromialgia e microbiota intestinale.
La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è presente nel 30-70% dei pazienti con fibromialgia. leggi qui
Un legame tra la sindrome dell’intestino irritabile e la fibromialgia può essere correlato ai risultati del test del respiro con lattulosio.
In questa ricerca ed anche in quest’altra ricerca il 33% dei pazienti con IBS soddisfa i criteri diagnostici per la fibromialgia, rispetto a solo il 4% dei soggetti di controllo. Fino al 50% dei pazienti con fibromialgia ha dispepsia funzionale, comunque disordini a livello del tratto gastro-intestinale.
In particolar modo è stata associata la fibromialgia alla sindrome dell’colon irritabile e a SIBO. I ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles hanno scoperto che il 100% (42/42) dei pazienti con fibromialgia studiati aveva una crescita eccessiva batterica intestinale (SIBO). Questo è sbalorditivo. PERMEABILITA INTESTINALE

Tuttavia, sebbene queste correlazioni tra lo stress, la malattia intestinale e la fribromialgia restano molto affascinanti e stimolano molte riflessioni, non dicono nulla sull’effettiva causa della fibromialgia.
Uno studio su 40 pazienti con fibromialgia, 28 (70%) ha avuto la permeabilità intestinale (cioè l’intestino che perde). È importante sottolineare che 12 dei 28 pazienti con intestino permeabile non hanno avuto sintomi intestinali. Credo che questo sia uno dei motivi per cui l’intestino viene spesso trascurato come potenziale causa alla base della fibromialgia.

Un nuovo approccio al trattamento della fibromialgia


FIBROMIALGIA E MEDITAZIONENella medicina funzionale ed in Naturopatia, ovvero in un approccio olistico, l’interesse maggiore è riservato alla ricerca di tutti i fattori correlati al disturbo ed all’individuazione della causa fondamentale che è alla base del disturbo. Alcune volte le cause primarie dei disturbi risiedono su livelli non specificatamente fisici, mentre altre volte sono solo ed esclusivamente rappresentabili sul piano fisiologico. Quindi possiamo fare una buona prevenzione solo se conosciamo il terreno sul quale dobbiamo intervenire ed allo stesso modo possiamo essere utili a chi già soffre se abbiamo una panoramica completa ed attendibile sui fenomeni in gioco. Quindi ci possiamo chiedere:

I problemi intestinali sono la causa o l’effetto della fibromialgia?
Se i problemi gastrointestinali come la SIBO, la disbiosi, la permeabilità intestinale sono la causa alla base della fibromialgia, ne consegue che la guarigione dell’intestino è la chiave del miglioramento a lungo termine per chi soffre di fibromialgia, ovvero i sintomi della fibromialgia dovrebbero migliorare intervenendo positivamente sull’intestino. Quindi noi consigliamo comunque di integrare gli interventi farmacologici per la terapia del dolore con un protocollo di ripristino del microbiota presente sulla mucosa intestinale con eventuale intervento mirato alla riparazione della permeabilità intestinale. Alcuni integratori specifici saranno di grande aiuto per raggiungere uno stato di salute accettabile.

Il trauma di un evento stressante può essere la causa della fibromialgia?
Se lo stress severo è la causa della fibromialgia, ne consegue che le terapie emozionali che tendono al superamento del trauma, possono essere anch’esse la chiave del miglioramento a lungo termine per chi soffre di fibromialgia, ovvero i sintomi della fibromialgia dovrebbero migliorare dopo aver fatto il focus sulle reazioni incontrollate allo stress ed aver di conseguenza modificato la strategia di adattamento a livello di schemi comportamentali. Tuttavia spesso usato singolarmente questo tipo di intervento ha bisogno di tempi lunghi per ridurre il dolore, pertanto esso sarà sempre affiancato da una integrazione “fisiologica” di tipo biochimico. In ogni caso quando è il fattore trauma ad avere la maggior parte del peso nella manifestazione della fibromialgia, qualsiasi intervento biochimico, anche farmacologico, avrà scarsi risultati.

CONCLUSIONI

Per affrontare la fibromialgia al meglio crediamo sia senz’altro necessario intervenire con le strategie indicate sopra come le terapie farmacologiche, l’integrazione alimentare, la scelta dei cibi adatti e le tecniche di modulazione dello stress. Tuttavia il nostro consiglio è quello di procedere integrando in modo mirato i trattamenti ritenuti più adatti fra quelli indicati. Tali trattamenti restano comunque privi di specificità causale ed orientati alla sintomatologia dolorosa. Con la visita iridologica è possibile completare il panorama dei fattori implicati ed individuare un intervento più specifico per il riequilibrio del microbiota intestinale. Laddove fosse necessario sarà individuato il tenore del conflitto generato dal trauma (o dallo stress) e modulato con il lavoro emozionale attraverso le tecniche rievocative, per completare il quadro dell’intervento.

Vuoi saperne di più?
Scopri come funziona la visita iridologica.



Le nozioni riportate in queste pagine non sono da utilizzare
né per scopi diagnostici né terapeutici.
Per qualsiasi diagnosi e/o trattamento di malattie rivolgersi
al proprio medico e/o ad uno specialista.