Funghi medicinali: 5 incredibili benefici per la salute

Funghi medicinali: 5 incredibili benefici per la salute

Funghi medicinali: la Micoterapia per curarsi in modo naturale. In questo articolo vedremo... (leggi tutto...)
In questo articolo potrete scoprire le proprietà curative ed i benefici per la salute di alcuni funghi medicinali. I funghi medicinali vengono usati in tutto il mondo per potenziare il sistema immunitario, per migliorare le prestazioni atletiche ed aumentare la chiarezza mentale. I funghi medicinali sono particolarmente adatti per la prevenzione di molti disturbi, come ad esempio diabete tipo II, malattie autoimmuni e neoplasie. In caso di malattia già conclamata, i funghi medicinali rappresentano ancora un’ottima scelta come coadiuvanti delle terapie convenzionali. In Giappone ed in Cina già da oltre 20 anni alcuni funghi medicinali vengono utilizzati per migliorare gli effetti dei farmaci oncologici e ridurne i danni collaterali. In Occidente siamo un po’ in ritardo rispetto a questa cultura della salute, ma sono sempre di più gli studi scientifici accreditati che stanno aprendo la strada al loro utilizzo.

I funghi sono forme particolari di vita.


I funghi compaiono alla vista apparentemente dall’oggi al domani, come spuntassero dal nulla. “Sembra spuntato come i funghi” dice il detto popolare. A differenza delle piante, mancano di clorofilla e non sono verdi, non hanno foglie e non formano mai fiori, frutta o semi. Il loro apparato “radicale” è formato da una ricca rete di collegamenti denominato micelio, che può vivere centinaia di anni.
I funghi vivono in ambienti poco ospitali, spesso su legno o altri tessuti in decomposizione, abitati da colonie di batteri, virus, parassiti o anche da altri funghi, come muffe candide e lieviti. Per potersi cibare di sostanze organiche in decomposizione, i funghi durante la fase del micelio emettono enzimi digestivi che le degradano. Per poter poi assorbire all’interno delle proprie cellule queste sostanze, i funghi devono inattivare tossine e contrastare agenti patogeni. Per sopravvivere essi utilizzano speciali polisaccaridi, cioè molecole che si sono rivelate importantissime per stimolare e/o sostenere l’apparato immunologico umano.
Dal punto di vista evolutivo, i funghi sono più strettamente legati all’uomo rispetto alle piante. Esseri umani e funghi condividono analoghi antagonisti microbici (Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Pseudomonas aereuginosa..). Pertanto gli umani possono beneficiare delle stesse strategie difensive naturali presenti nei funghi. Questa affinità potrebbe essere il motivo per cui molti dei componenti che aiutano i funghi a difendersi dai loro nemici supportano anche i meccanismi di difesa del nostro corpo e sono sempre di più considerati come una soluzione efficace e legittima per migliorare la salute e il benessere. Ora gli scienziati moderni stanno scoprendo alcune proprietà curative affascinanti dei funghi. In tutto il mondo sono più di un centinaio le specie di funghi attualmente studiate nei loro potenziali benefici per la salute.

Perché i funghi sono così potenti ed efficaci?


Tutti i funghi contengono delle sostanze denominate β- glucani, che hanno scientificamente dimostrato di essere in grado di sostenere l’organismo per combattere l’infiammazione e potenziare il sistema immunitario. Molte prove di laboratorio, ad esempio, hanno dimostrato che alcune sostanze estratte dai funghi possono proteggere dai tumori ormone-dipendenti poiché inibiscono un enzima chiamato aromatasi, deputato alla produzione di estrogeni.
Oltre ai β- glucani numerose altre sostanze sono state individuate nei funghi medicinali come ad esempio i Terpenoidi, alcuni dei quali possiedono proprietà antinfiammatorie ed antibiotiche naturali, senza effetti collaterali.
Infine nei funghi medicinali sono presenti numerosi enzimi fonte di benessere per il nostro organismo, poiché presiedono al buon funzionamento delle reazioni metaboliche.

Quali sono gli straordinari benefici dei funghi per la salute?


Ogni fungo medicinale ha una sua specificità terapeutica, tuttavia si può affermare che in generale tutti agiscono su:

– Riequilibrio del sistema immunitario
– Ottimizzazione di chemio-radioterapia

In questa recensione si discute i ruoli immunologici di 5 funghi principali in oncologia… Questi funghi sono stati selezionati in base al corpo di ricerca eseguito sull’immunologia dei funghi in un modello di oncologia. Dapprima l’articolo si concentra su come i funghi modifichino le citochine all’interno di specifici modelli di cancro e su come quelle citochine influenzano il processo della malattia. Successivamente esamina l’effetto diretto dei funghi sulla neoplasia ed infine presenta un’analisi di come i funghi interagiscono con agenti chemioterapici, compresi i loro effetti sulla sua efficacia e sulla mielosoppressione che ne deriva.
– Fluidificazione del sangue

In questa recensione si discute sul ruolo dei funghi nell’ipercolesterolemia che è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, insieme a sindrome metabolica, ipertensione e diabete. Sebbene siano stati compiuti progressi, la ricerca di nuovi metodi per prevenire e curare la dislipidemia è in corso e le attuali terapie per le malattie cardiovascolari inducono vari effetti collaterali. I β-glucani sono polisaccaridi lineari non ramificati presenti in varie fonti naturali, come i funghi. Grazie alla loro struttura sono in grado di interagire con i recettori immunitari innati, tuttavia agiscono anche come fibre alimentari nel tratto digestivo. Pertanto, possono essere sviluppati come un’opzione terapeutica adatta per trattare i pazienti con dislipidemia, in quanto sono molecole naturali che non inducono effetti collaterali significativi.
– Detossificazione epatica
– Chelazione dei metalli pesanti
– Contrasto alle anomalie di crescita

In questa recensione sono descritte le numerose proprietà dei funghi medicinali, in particolare per migliorare la salute umana e promuovere la qualità della vita. Nella recensione si descrivono più di 100 funzioni medicinali prodotte da funghi. Si riporta nell’articolo che fra i principali usi medicinali troviamo proprietà antiossidanti, antitumorali, antidiabetici, antiallergici, immunomodulanti, protettori cardiovascolari, anticholesterolemici, antivirali, antibatterici, antiparassitari, antifungini, disintossicanti ed epatoprotettivi; proteggono anche dallo sviluppo del tumore e dai processi infiammatori.

In questo nostro articolo discuteremo sulle proprietà di alcuni funghi medicinali fra più comuni:

Chaga (Inonotus obliquus)

Reishi ( Ganoderma lucidum )

Coriolus versicolor ( Trametes versicolor, Coda di tacchino)

Shiitake ( Lentinula edodes )

Lion’s Mane ( Hericium erinaceus )

Cordyceps ( Cordyceps sinensis )

Vi presento 5 benefici per la salute che sono stati identificati da una vasta ricerca scientifica sui funghi medicinali:

N. 1 – Aumento dell’attività antiossidante

E’ ormai risaputo e dimostrato come l’attività ossidativa legata a livelli elevati dii radicali liberi, danneggino alcune funzioni della cellula o anche la sua strutture. Questo danno cellulare contribuisce ad aumentare il rischio di sviluppare molti problemi di salute, compresi quelli legati all’invecchiamento. Questo è il motivo per cui provvedere alla riduzione dei radicali liberi, o quanto meno all’inattivazione, può portare a enormi benefici per la salute. Dalle ricerche apprendiamo che gli antiossidanti dietetici, come la vitamina C o la vitamina A (beta-carotene), così come il Selenio, l’Acido Lipoico, la N-Acetilcisteina ed altre sostanze, possono contrastare gli effetti avversi dei radicali liberi sulla salute. Nell’elenco degli anti-ossidanti possiamo ora inserire a pieno titolo anche i funghi medicinali.
Solo a titolo di esempio, estratti del fungo Reishi hanno dimostrato di ridurre l’attività dei radicali liberi. Conosciuto in Cina come “pianta dello spirito”, si ritiene che Reishi rilassi e fortifichi sia la mente che il corpo.
Un altro fungo medicinale, Chaga , è anche noto tra l’altro per le sue proprietà antiossidanti. Secondo un rapporto dell’International Journal of Biological Macromolecules , è stato trovato che un polisaccaride di Chaga possiede “una forte attività antiossidante ” che contrasta i radicali liberi.
Quando i livelli di omocisteina nel sangue sono fuori norma, si produce un’elevata quantità di radicali liberi che, oltre a danneggiare in generale tutto l’organismo, causa un danno diretto sull´endotelio di vene ed arterie favorendo i processi di aterosclerosi. In uno studio sugli effetti della somministrazione del fungo Shiitake sul metabolismo della omocisteina si è riscontrato un considerevole beneficio dose-dipendente.
Ed ancora possiamo ricordare come dal fungo Cordyceps sia stato isolato un polisaccaride con marcata attività antiossidante e protettiva verso i potenziali danni dei radicali liberi, in particolare sul sistema nervoso centrale. Sempre rispetto al Cordyceps ed alla sua azione antiossidante, la rivista Carbohydrate Polymers nel 2012 riporta che i polisaccaridi presenti nel fungo hanno dimostrato di “migliorare l’attività antiossidante nei topi immunodepressi e di aumentare significativamente … la capacità antiossidante totale”. La buona notizia è che il fungo Cordyceps non solo aiuta a neutralizzare i radicali liberi nocivi prodotti, ma anche a migliorare l’attività dei sistemi antiossidanti innati di tutto l’organismo.

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In caso di aumentata perossidazione lipidica
l’iride evidenzia la condizione infiammatoria mostrando il segno del Gerontoxon tipico anche della costituzione Lipemica. Quando l’Arco Lipoideo o Gerontoxon si inspessisce con tendenza ad assumere una colorazione giallo-marrone aumenta il rischio di infarto cardiaco o ischemia cerebrale.

N. 2 – Migliorare il sistema immunitario

Ogni secondo di ogni giorno, il nostro Sistema Immunitario sta facendo gli straordinari per ripulire i detriti, eliminare le tossine, neutralizzare i patogeni, combattere le cellule tumorali. Il Sistema Immunitario è costantemente attivato per sostenere il corpo ed assicurare il suo funzionamento difendendolo dell’ambiente circostante che invece ne provocherebbe il degrado. Il Sistema Immunitario è straordinariamente complesso e sfaccettato, frutto dell’evoluzione genetica di milioni di anni. L’organizzazione della vita moderna, con i suoi ritmi, l’inquinamento dei suoli e dell’aria, l’industrializzazione del cibo, etc. sottopone il nostro Sistema Immunitario a numerosi ed a volte imprevisti stimoli. Così il Sistema Immunitario può facilmente iniziare a logorarsi ed a funzionare in modo meno efficace.
Questo accade specialmente con l’avanzare dell’età.
I funghi ci possono aiutare, poiché combattono la nostra stessa battaglia.
Secondo un rapporto alcune sostanze presenti nei Funghi medicinali stimolano il nostro organismo allo stesso modo dei vaccini, aumentando sia i livelli che l’attività di molti componenti vitali del Sistema Immunitario. I funghi medicinali possono perfino “innescare” le cellule immunitarie in modo che diventino più pronte ed efficaci nel rispondere alle future infezioni e attacchi. Nel sistema immunitario i macrofagi sono un tipo di globuli bianchi immuni che inglobano e digeriscono detriti cellulari, sostanze estranee, microbi, cellule tumorali e qualsiasi altra cosa presente nell’organismo che non è considerata salutare dal Sistema Immunitario. È stato dimostrato in laboratorio sui topi che un polisaccaride del fungo Chaga induce un rapido aumento dei macrofagi.
In un altro studio è stato somministrato l’estratto di Chaga ogni giorno per 24 giorni a topi con un Sistema Immunitario compromesso e questo ha favorito l’aumento del numero di globuli bianchi protettivi nel loro midollo osseo.
Per un altro fungo medicinale, il Reishi, lo studio ha dimostrato di aumentare la produzione di molti componenti del Sistema Immunitario, comprese le cellule Natural Killer (NK), che rilevano e distruggono le cellule tumorali e le cellule infette da virus.
Nei nostri corsi di Iridologia si impara a riconoscere i segni dei “virus latenti” che rimanendo in agguato dopo la prima infezione sono pronti a riattivarsi al minimo cenno di cedimento del sistema immunitario. Clickando sull’immagine della slide puoi accedere al seminario

SISTEMA IMMUNITARIO: EVIDENZE IRIDOLOGICHE E FUNGHI MEDICINALI

In uno studio, 34 pazienti con cancro in stadio avanzato sono stati trattati per 12 settimane con un polisaccaride estratto dal fungo Reishi. I pazienti che hanno ricevuto il trattamento hanno mostrato sostanziali miglioramenti potenziando l’efficacia della loro funzione immunitaria .
Shiitake è fra i funghi più popolari e più studiati al mondo. Questi funghi contengono un polisaccaride noto come Lentinan, che uno studio pubblicato sul Cancer Detection and Prevention Journal ha descritto come “una classe unica di immunopotenziatore” che aiuta a migliorare la qualità della vita e ad allungare la sopravvivenza .

In uno studio del 2014 riportato sul Journal of the American College of Nutrition , i ricercatori hanno somministrato 5 o 10 grammi di funghi Shiitake essiccati a 52 giovani adulti sani ogni giorno per quattro settimane. Il consumo di funghi Shiitake è stato associato ad un sostanziale aumento del numero e dell’efficacia sia dei linfociti T che delle cellule NK.
E’ stato riscontrato già in un solo mese come mangiando funghi Shiitake secchi, si possa rinforzare il Sistema Immunitario ma anche ottenere una marcata riduzione dell’infiammazione . I soggetti che hanno assunto dieci grammi di Shiitake al giorno hanno avuto i maggiori benefici.

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I Macrofagi in Iridologia: secondo una ricerca …
“Inoltre, abbiamo determinato che Candida alb. influenza la polarizzazione dei macrofagi dal fenotipo attivato in modo classico (M1) verso il fenotipo attivato alternativamente (M2), riducendo quindi le funzioni antimicrobiche e mediando la sopravvivenza delle specie fungine patogene. Pertanto, Candida alb. modula il metabolismo dell’arginina nei macrofagi durante un’infezione, rafforzando la propria sopravvivenza.”

3 – Gestire il livello degli zuccheri nel sangue (glicemia)

I funghi medicinali possono essere anche di grande aiuto nella gestione del livello degli zuccheri nel sangue (glicemia). Il diabete mellito di tipo 2 (DM) è un disordine metabolico cronico in cui la prevalenza è aumentata costantemente in tutto il mondo. Come risultato di questa tendenza, sta rapidamente diventando un’epidemia in alcuni paesi del mondo con il numero di persone colpite che dovrebbe raddoppiare nel prossimo decennio a causa dell’aumento dell’invecchiamento della popolazione, aggiungendo così l’onere già esistente per gli operatori sanitari, specialmente nei paesi poco sviluppati. Nessuna cura vera e propria è stata ancora trovata per la malattia, tuttavia, le modalità di trattamento comprendono modificazioni dello stile di vita, trattamento dell’obesità, agenti ipoglicemici orali e sensibilizzatori dell’insulina come la metformina, un farmaco che riduce la resistenza all’insulina, che è ancora il farmaco di prima linea raccomandato specialmente per i pazienti obesi.
In uno studio è stato dimostrato che alcuni composti presenti nel fungo Cordyceps aiutano a mantenere livelli equilibrati di zucchero nel sangue. Come abbiamo detto la nostra farmacopea nel diabete tipo II consiglia la metformina, ma se volessimo tentare un affiancamento alternativo, sempre a titolo di esempio, uno altro studio pubblicato sulla rivista Biological and Pharmaceutical Bulletin riporta che un polisaccaride di Cordyceps ha mostrato di avere, come la metformina, una “potente attività ipoglicemizzante nei topi diabetici genetici” mentre “il livello di glucosio plasmatico è stato rapidamente ridotto nei topi diabetici normali e trattati con streptozotocina “.
Nello studio si è anche scoperto che lo stesso polisaccaride estratto dal Cordyceps ha contribuito a ridurre i livelli di trigliceridi e colesterolo.
Una delle complicanze più comuni e devastanti che possono essere causate dal diabete è la nefropatia diabetica. A carico dei reni e nel corso del tempo, la condizione può causarne il malfunzionamento, a volte anche grave.
In uno studio promettente, sui topi con diabete di tipo II, il fungo Cordyceps si è dimostrato in grado di ridurre significativamente i livelli di glucosio nel sangue, di migliorare i marcatori di insufficienza renale e di preservare la funzionalità renale.

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In questo articolo con tutorial puoi approfondire l’argomento Iridologia naturopatica e Dieta: il metabolismo degli zuccheri nell’iride…
Per il caposcuola italiano dell’iridologia naturopatica o tradizionale, S. Rizzi, ci sono nell’iride alcuni segni specifici che sarebbero indicativi circa la presenza del dismetabolismo degli zuccheri.

4 – Sostenere la salute del cervello e del Sistema Nervoso

Il fungo Hericium erinaceus è detto anche Lion’s Mane (criniera del leone) ha delle proprietà molto interessanti che possono sostenere la memoria e la salute dei neuroni del nostro sistema nervoso.
Il fungo Hericium erinaceus si presenta a forma di palla con prolungamenti simili a ghiaccioli a formare una cascata. Lion’s Mane ha una lunga storia di utilizzo nella medicina tradizionale cinese e molti anni fa era riservato alle famiglie reali. Lion’s Mane contiene fino al 20% di proteine ed in alcuni ambienti è considerato un piatto da gourmet.
Alcuni potenti composti presenti in Lion’s Mane hanno dimostrato in questo studio di attivare un peptide molto importante (una piccola proteina) noto come “fattore di crescita nervosa” o NGF. L’NGF fu scoperto negli anni ’50 dalla Dott.ssa Rita Levi-Montalcini. L’NGF è necessario per la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni nel nostro cervello.
Alcuni composti del fungo Hericium e. stimolano i neuroni a riprodursi anche innescando un processo noto come ri-mielinizzazione, il quale aiuta a mantenere i neuroni stessi sani e nella loro capacità di trasmettere i segnali in modo efficiente.
Nel 2009 in un piccolo studio clinico giapponese, su 30 soggetti che presentavano un lieve decadimento cognitivo (MCI) tra cui uomini e donne tra i 50 e gli 80 anni di età, è stata somministrato Hericium erinaceus (Lion’s Mane) per 16 settimane. Durante tutto il periodo di studio, il gruppo trattato con i funghi ha mostrato punteggi significativamente più elevati su una scala di funzione cognitiva rispetto al gruppo placebo. Tuttavia se smettevano di consumare il fungo, il loro vantaggio scompariva.
La memoria a breve termine si riferisce alla capacità di tenere una piccola quantità di informazioni nella mente in uno stato facilmente disponibile per un breve periodo. La memoria di riconoscimento visivo è una misura della capacità di riconoscere eventi, oggetti o persone precedentemente incontrati e di ricordarli.
Entrambi questi tipi di memoria vanno spesso perduti nelle persone anziane o in condizioni di salute deteriorata. La memoria a breve termine e la memoria di riconoscimento visivo sembrano essere sostenute e migliorate durante dall’assunzione del fungo Hericium. I composti presenti nel fungo Hericium e. hanno dimostrato di aiutare a prevenire la perdita della memoria spaziale a breve termine e del riconoscimento visivo, ritardando così l’insorgere della disfunzione cognitiva .

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Nella Sclerosi Multipla di origine autoimmunitaria, il Sistema Immunitario attacca lo strato che circonda e protegge i nervi, chiamato guaina mielinica. Questo danneggia e sclerotizza la guainamielinica stessa e potenzialmente i nervi sottostanti, il che significa che i messaggi che viaggiano lungo i nervi vengono rallentati o interrotti.

5 – Migliorare le prestazioni fisiche

I funghi medicinali non soltanto aiutano a vivere più a lungo, ma possono anche aiutarci a vivere meglio rimanendo sani e forti. Tra le malattie che possono causare la morte prematura soltanto il 30% è di origine genetica. Il restante 70% deriva dalla relazione con l’ambiente. Le abitudini di vita sono quindi fondamentali per contrastare il degrado ambientale che tende a coinvolgere il nostro organismo. Negli ultimi decenni l’aspettativa di vita si è comunque allungata per merito dei progressi scientifici della medicina. Tuttavia la qualità della vita resta ben al di sotto delle nostre aspettative originarie. Si vive più a lungo grazie ai farmaci ma siamo in un precario equilibrio fisicamente e psicologicamente, malaticci e sostenuti dai farmaci. Una buona prevenzione può aiutarci a rimanere sani e forti rimandando più avanti nel tempo l’eventuale malattia. Lo possiamo fare soprattutto usando il Cordyceps.
Gli estratti di Cordyceps hanno dimostrato in questo studio di dilatare l’aorta – l’arteria principale del corpo che fornisce sangue ossigenato all’intero sistema circolatorio – fino al 40%, aumentando così il flusso sanguigno e aumentando notevolmente anche la resistenza fisica .
Inoltre nella stessa recensione si evidenzia che Cordyceps contiene adenosina e può stimolare la produzione di ATP – una delle principali fonti di energia nelle cellule del corpo. Questo fattore potrebbe essere uno dei motivi che produce il miglioramento della resistenza durante le prestazioni atletiche .
In uno studio giapponese l’ integrazione con Cordyceps ha migliorato le prestazioni di oltre il 70% dei corridori di lunga distanza.
In uno studio a doppio ceco controllato verso placebo del 2010, un estratto di Cordyceps noto come Cs-4 è stato somministrato a 20 soggetti anziani sani tre volte al giorno per 12 settimane. La supplementazione con Cs-4 è stata trovata per migliorare significativamente la loro prestazione di esercizio e benessere generale.
Cordyceps migliora anche il benessere sessuale dell’uomo e della donna.

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Cosa ne possiamo fare di questa conoscenza sui Funghi Medicinali?

I funghi sono potenti stimolanti per la salute e i loro benefici sono straordinari e documentati. Con questa recensione abbiamo voluto soltanto aprire una finestra per affacciarsi su un vasto panorama, costituito da numerosi funghi medicinali ed ancorpiù numerose proprietà salutari. Le proprità benefiche sono molto più numerose ed a volte più interessanti di quelle presentate, ma la sede non è quella giusta per un trattato più ampio. I pochi funghi discussi in questo articolo sono considerati sicuri e relativamente non tossici. Tuttavia non è consigliabile iniziare a raccoglierli in natura perché alcuni funghi selvatici sono velenosi . Ci sono così tante varietà, specie e sottospecie che un semplice errore potrebbe causare gravi conseguenze o addirittura la morte. Inoltre i funghi sono come dei depuratori e per questa proprietà ci sono di aiuto, cioè si comportano come delle “spugne” che assorbono tutte le sostanze dal terreno, anche quelle tossiche. Perciò non conoscendo i terreni di raccolta è sempre sconsigliato il fai da te. Alcuni di questi funghi si possono trovare nei negozi di alimentari specializzati e sono deliziosi! Ma alcuni dei più potenti funghi medicinali possono essere di cattivo gusto o potrebbero essere difficili da reperire.
Noi che ci occupiamo di Salutogenesi raccomandiamo di combinare insieme più funghi medicinali per sfruttare al meglio il loro effetto sinergico.
Se si ha l’intenzione di assumere un integratore a base di funghi, di solito consigliamo di cercare un produttore che offra estratti e integratori di funghi biologici al 100% , che siano prodotti, conservati e confezionati in base a rigide linee guida al fine di preservare il loro contenuto di nutrienti e l’efficacia complessiva sulla salute.

Ed ora godetevi i benefici dei vostri funghi! Il vostro corpo vi ringrazierà per il resto della tua vita.

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Questo articolo riporta soltanto notizie nell’ambito della Medicina Naturale per la prevenzione.
Le nozioni riportate in queste pagine non sono da utilizzare
né per scopi diagnostici né terapeutici.
Per qualsiasi diagnosi e/o trattamento di malattie rivolgersi
al proprio medico e/o ad uno specialista.

La Fibromialgia: il ruolo dell’iridologia e dei rimedi naturali

La Fibromialgia: il ruolo dell’iridologia e dei rimedi naturali

Cos'è la fibromialgia e come affrontarla. In questo articolo vedremo... (leggi tutto...)

– Le zone dolorose nella fibromialgia, i sintomi e le altre sintomatologia coesistenti

– Quali sono le cause della fibromialgia

– Qualiso sono i fattori di rischio per la fibromialgia

– Quali sono i trattamenti per la fibromialgia

– Come convivere con la fibromialgia: strategie di adattamento

– La fibromialgia in medicina olistica: Il ruolo della Naturopatia e dell’Iridologia

– Casi studio: Analisi comparata di soggetti con fibromialgia con l’iridologia

– La permeabilità intestinale è la causa o l’effetto della fibromialgia?

– Un nuovo approccio al trattamento della fibromialgia

– Conclusioni

Sintesi. La fibromialgia è una sindrome dolorosa che una volta innescata tende a cronicizzare nel tempo. E’ caratterizzata da un’infiammazione diffusa a carico dell’apparato muscolo-scheletrico che causa dolore ai muscoli ed alle articolazioni. La sintomatologia dolorosa è accompagnata da problemi di affaticamento, distubi del sonno ed alterazioni cognitive. Alcuni ricercatori ritengono che la sindrome della fibromialgia amplifichi le sensazioni dolorose, influenzando il modo in cui il cervello elabora i segnali del dolore. I sintomi della fibromialgia sono soggettivi e non possono essere determinati o misurati con esami di laboratorio o radiografici. Mancando il riscontro clinico che riveli in modo preciso la fibromialgia, non esiste una causa ben precisa per essa. Anche per questo motivo la fibromialgia è spesso mal diagnosticata e confusa con vere e proprie malattie come l’artrite reumatoide. E’ curioso pensare che anche altri disturbi, come ad esempio la depressione, non abbiano indagini di laboratorio o strumentali che ne accertino la presenza. In questo articolo vedremo lo stato delle attuali conoscenze scientifiche sulla fibromialgia con le strategie di cura usate. Per completare la nostra analisi vedremo il ruolo della medicina complementare e funzionale, che approccia in modo olistico la fibromialgia con i rimedi naturali più adatti.

La fibromialgia è associata a zone di infiammazione dolorosa, chiamate “tender points”. In questi punti del corpo anche una leggera pressione può causare dolore. Si tratta di 18 punti dolorosi distribuiti lungo il corpo in modo bilaterale i quali, più in passato che oggi, vengono utilizzati per la diagnosi di fibromialgia. Quando almeno 2/3 di essi risultano dolorosi questo potrebbe condurre alla diagnosi.
Oggi l’osservazione dei “tender points” è piuttosto utilizzata per restringere il campo d’indagine sul tipo di malattia. La tendenza è piuttosto quella di osservare una combinazione di altri sintomi coerenti con alcuni esami medici non specifici.
FIBROMIALGIA TENDER POINTS
1- Il dolore cronico diffuso: Il dolore associato alla fibromialgia deve essere presente da almeno 3 mesi. Esso viene descritto come un dolore sordo e costante che può essere definito bruciante, pungente, tirante, pruriginoso o compressivo. Il dolore è diffuso, cioè presente sia nell’emisoma destro che in quello sinistro, al di sopra ed al di sotto del linea del diaframma. Il livello del dolore varia in relazione ai momenti della giornata, ai livelli di attività, alle condizioni atmosferiche, allo stress, ai ritmi del sonno. La sintomatologia dolorosa potrebbe essere il risultato di un’interpretazione errata del cervello e dei nervi o di una reazione eccessiva ai normali segnali del dolore. Ciò potrebbe anche dipendere da uno squilibrio chimico nel cervello (glutammato).

2-Affaticamento: Nel 90% delle persone con fibromialgia è caratteristica la stanchezza, presente già dal mattino e con ridotta resistenza agli sforzi anche minimi durante la giornata. Queste persone possono dormire anche per lunghi periodi, ma il sonno risulta spesso interrotto dal dolore. I soggetti con fibromialgia lamentano anche altri disturbi del sonno, come la sindrome delle gambe senza riposo.

3-Disturbi cognitivi: I dolori della fibromialgia sono di solito accompagnati da una confusione mentale denominata “fibro-fog”. La perdita di lucidità mentale si manifesta con difficoltà nella concentrazione e nella focalizzazione e nell’attenzione, perdita di memoria a breve termine (episodica e semantica), difficoltà nel ragionamento logico ed alterazione del giudizio, perdita della fluidità verbale con eloquio rallentato.

4- Disturbi del sonno: La fibromialgia è quasi sempre accompagnata da un sonno disturbato e non ristoratore con frequenti risvegli notturni. La sensazione al mattino è quella di non aver riposato affatto accompagnata da un umore molto instabile. Per le donne con fibromialgia, le quali in genere si prendono cura dei membri della famiglia, affrontare il dolore è una sfida.
Alcune ricerche hanno riscontrato nelle persone con fibromialgia il disturbo del sonno alfa-delta, peraltro presente anche nelle situazioni di depressione e di sindrome da stanchezza cronica. Di cosa si tratta? Il sonno profondo e riposante è dominato dalle onde delta dell’EEG. Le onde alfa invece sono caratteristiche del dormi-veglia, della meditazione e del sonno superficiale. Le persone con fibromialgia quando raggiungono lo stato delta tornano bruscamente allo stato alfa con improvvisa riaccensione dell’attività mentale. In questo modo esse beneficiano al massimo del 20% di quel sonno profondo, durante il quale i muscoli rilasciano la tensione (adrenalina) e recuperano le loro forze (magnesio).

La fibromialgia coesiste spesso con altre sintomatologie dolorose e durature, come ad esempio:

– Cefalee , Emicranie ed altri mal di testa

– Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare

– Sindrome dell’colon irritabile

– Dolore pelvico cronico da cistite interstiziale

– Intorpidimento e/o formicolio di mani e piedi

– Sensibilità a rumori forti o luci intense

Quali sono le cause della fibromialgia?


Non è stata individuata una causa precisa per la fibromialgia. Secondo le ricerche i sintomi possono iniziare dopo un trauma fisico, un intervento chirurgico, un’infezione o uno stress psicologico significativo. In altri casi i sintomi si accumulano gradualmente nel tempo apparentemente senza un evento scatenante specifico. La fibromialgia è per 2/3 al femminile: le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare fibromialgia rispetto agli uomini.
La caratteristica principale del disturbo resta il dolore.
Nella normalità quando il corpo subisce un danno, il cervello riceve immediatamente l’informazione, la quale corre lungo le vie nervose. Così i segnali nervosi viaggiano dal punto problematico attraverso il midollo spinale fino al cervello: il dolore è un avvertimento che qualcosa non va. Durante il processo di guarigione, il dolore migliora fino a scomparire.
Con la fibromialgia si avverte dolore senza avere una ferita o un danno. Alcuni ricercatori suppongono che il problema risieda nel modo in cui il cervello e il midollo spinale trattano i segnali del dolore. Con la fibromialgia le cellule che portano segnali di dolore potrebbero essere aumentate più del normale, oppure ci potrebbe essere una minor concentrazione delle cellule che attenuano il dolore. Se questa ipotesi fosse confermata ciò si tradurrebbe in un livello doloroso sempre attivato, come la musica che esplode su una radio. E’ una situazione dove piccoli urti e lividi feriscono più del dovuto, dove si potrebbe provare dolore da circostanze che non dovrebbero ferire affatto.
Tuttavia sono molte le possibilità per cui i segnali dolorosi possono risultare alterati ed i medici non hanno accertato che la suddetta ipotesi sia la causa reale della fibromialgia. Potrebbe essere anche una sindrome multifattoriale.

Quali sono i fattori di rischio per la fibromialgia?


Come già detto le cause della fibromialgia non sono state definite. Tuttavia è stato riscontrato che le riacutizzazioni si presentano dopo eventi stressanti, traumi fisici o anche una malattia influenzale. L’errata valutazione del cervello e del sistema nervoso rispetto agli stimoli ambientali potrebbe rappresentare l’innesco della sintomatologia dolorosa che si esprime attraverso eccessive reazioni ai normali segnali del dolore. Il fattore principale per l’errata valutazione degli stimoli ambientali secondo alcune ricerche potrebbe risiedere nella chimica del cervello. Altri fattori di rischio per la fibromialgia
– La genetica. La fibromialgia sembra manifestarsi nell’ambito familiare. Dai genitori potrebbero derivare informazioni genetiche che predispongono verso un maggiore sensibilità al dolore. Altre informazioni genetiche possono predisporre verso stati ansiosi o depressivi, che peggiorano il dolore.
– Altre malattie. Una malattia dolorosa pregressa come l’artrite reumatoide o il lupus oppure un’infezione, aumenta le possibilità di avere fibromialgia.
– Abuso emotivo o fisico. I bambini che subiscono abusi hanno maggiori probabilità di avere la fibromialgia quando crescono. Ciò può accadere perché l’abuso cambia il modo in cui il cervello gestisce il dolore e lo stress.
– Disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Alcune persone contraggono questo problema di salute mentale dopo un evento terribile, come la guerra, un incidente automobilistico o uno stupro. In alcune persone questi eventi sono legati all’insorgenza della fibromialgia.rimedi naturali fibromialgia
– Genere. La fibromialgia è molto più comune nelle donne rispetto agli uomini.
Alcuni ricercatori pensano che questo dipenda da fattori culturali e possa essere quindi collegato alle differenze nel modo in cui gli uomini e le donne provano e reagiscono al dolore. L’idea è quella di un collegamento alle aspettative sociali riposte differentemente nel ruolo degli uomini e delle donne. A mio avviso si potrebbe anche osservare come anche le malattie autoimmuni siano maggiormente riscontrabili nel genere femminile.
– Ansia e depressione. Questi e altri disturbi dell’umore sembrano in qualche modo collegati alla fibromialgia, anche se non esistono prove che effettivamente ne siano la causa. In ogni caso ansia o depressione coesistono con la fibromialgia.
– Vita Sedentaria. La fibromialgia è molto più comune nelle persone che non sono fisicamente attive. L’esercizio fisico può aiutare a ridurre il volume del dolore e sembra essere un trattamento benefico per la fibromialgia.
– Stress. Come il trauma, lo stress può creare effetti a lungo termine che il corpo affronta per mesi e anni. Lo stress è stato collegato a disturbi ormonali che potrebbero contribuire alla manifestazione della fibromialgia.

Quali sono i trattamenti per la fibromialgia?

Come già detto non è stata fin’ora formulata una diagnosi clinica specifica e nemmeno individuate le cause precise per la fibromialgia, pertanto anche i trattamenti saranno aspecifici con l’obbiettivo quanto meno di mitigare la condizione dolorosa e migliorare la qualità della vita.
L’obiettivo del trattamento della fibromialgia resta quello di gestire il dolore. Questo è spesso realizzato attraverso un approccio multidisciplinare sostanzialmente rappresentato dalla di cura di sé stessi e dalla somministrazione di alcuni farmaci. E’ stato infatti riscontrato che il solo intervento farmacologico non cura la fibromialgia. Tra i farmaci ai quali si ricorre più spesso troviamo gli analgesici e gli antiinfiammatori, affiancati dagli antidepressivi ed in alcuni casi dagli antiepilettici.
Il trattamento completo per la fibromialgia oltre ai farmaci prevede un piano di cura personale, che comprenda la scelta di un sano stile di vita. Nelle scelte più adatte a chi soffre di fibromialgia troviamo una sana alimentazione, la pratica di discipline che tendono a ridurre gli stress e favoriscano il relax , come anche l’utilizzo di rimedi naturali o specifici integratori. Tra gli integratori più usati abbiamo:
Coenzima Q10, Acido folico, Flavonoidi da Ginko biloba e Mirtillo, Acido Alfa-Lipoico, carotenoidi come il Lycopene, vitamina E, Vitamina C, Citrato di Magnesio, Acetil L-carnitina, Acido Malico, acidi grassi omega-3 .
L’equilibrio fra tutte le opzioni andrà ricercato con l’aiuto di un professionista che sappia indirizzare meglio possibile la persona verso il rimedio giusto. Nel fai date si procederà per tentativi eliminando quei cibi che si riscontra aumentino il dolore, utilizzando quel farmaco o quell’integratore o quel mix che più di tutti aiuta a livellare i picchi dolorosi.

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Come convivere con la fibromialgia


La pesante realtà per chi è affetto da fibromialgia è quindi quella di un dolore costante insieme alla stanchezza e con il cervello annebbiato. Si tratta di una sintomatologia articolata che alla lunga e soprattutto nelle crisi può risultare difficile da sostenere. Tuttavia non bisogna mettere la propria vita in stand-by perché In genere mollando le cose peggiorano. Assumendo invece un ruolo più partecipato ed attivo nella gestione della propria condizione, aumenterà il senso di controllo e di conseguenza l’autostima.

Assiduità nelle Cure. I farmaci non curano la fibromialgia e per questo a volte ci si demoralizza. Ma una volta accertato che il medico curante abbia l’esperienza adatta e quindi le prescrizioni siano quelle giuste, i farmaci possono fare la differenza nella sopportazione del dolore. Potrebbe essere utile tenere un diario così da poter meglio individuare cosa aiuta e cosa no.
La fisioterapia, l’agopuntura ed i massaggi contribuiscono ad alleviare il dolore.

L’esercizio fisico. E’ conveniente mantenersi in attività il più possibile. L’esercizio fisico leggero ma regolare è uno dei modi più efficaci per affrontare la fibromialgia. Un piccolo impegno di 20-30 minuti per volta esercitandosi a giorni alterni durante la settimana, può anche bastare. Agisce sia sulla fatica che sul dolore. Le attività più raccomandate sono il nuoto e le passeggiate. Giovano anche gli esercizi di equilibrio poiché migliorano il controllo ed aiutano a sentirsi più stabili. Tuttavia se esiste la preoccupazione di cadere si può ricorrere ai videogiochi di fitness. Tracciando i movimenti e le reazioni del corpo con una realtà virtuale ci si concentra meglio sulla capacità di movimento e sull’equilibrio.

Recuperare energia. Un paradossale circolo vizioso attanaglia le persone con fibromialgia: i sintomi che alimentano il dolore e generano la stanchezza, sono gli stessi che disturbano il sonno. Così nonostante il grande bisogno di riposare non si riesce a dormire bene. In questo quadro seguire delle buone abitudini può essere di grande aiuto. Una di queste è quella di rispettare orari regolari per andare a letto ed alzarsi. Un’altra buona abitudine potrebbe essere quella di fare un rilassante bagno caldo (non la doccia) prima di coricarsi. La pianificazione ordinata delle attività giornaliere è un’altra buona abitudine. Quindi organizzare il proprio lavoro, le faccende domestiche e gli eventi sociali in modo da non esagerare con gli impegni, lasciando degli intervalli di recupero tra una attività e l’altra. Gli intervalli possono essere utilizzati per camminare in solitudine e senza stress. Quando le sfide cominciano a sembrare insormontabili, la buona abitudine è quella dei piccoli passi. Risolvere una cosa per volta fino alla soluzione globale senza preoccuparsi troppo della dimensione dell’intero problema.

Alleviare lo stress. Le ansie e le preoccupazioni, che spesso coesistono nella fibromialgia, prosciugano energia accompagnando l’umore verso piccole depressioni. Anche qui può essere adottata la buona abitudine: “entrare nel flusso.” Si tratta di uno stato di coscienza che lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi chiama “Flow”. Egli sostiene che per avere un’esperienza ottimale si deve raggiungere un flusso continuo, attraverso il completo assorbimento dell’attenzione nel compito che si sta svolgendo. Le persone nello stato di Flow, esprimo un aumentato controllo su ciò che li occupa in quel momento e le loro reazioni automaticamente restano in armonia con le necessità di adattamento. In questo modo la tensione emotiva si azzera e le varie strutture cerebrali sono tranquille nel gestire gli stimoli e le inibizioni a cui siamo soggetti. In questa condizione sarà più facile considerare che a volte conviene dire “No” a certe richieste.

La consapevolezza in genere diminuisce lo stress. Nella terapia EMDR associata alla visita di Iridologia Familiare Sistemica utilizziamo la tecnica delle visualizzazioni, ovvero le immagini diventano il veicolo per trasferire informazioni positive in sostituzione di sentimenti negativi.
La meditazione mindfulness è una pratica che aumenta la concentrazione sul qui e ora. Siamo portati a credere che la meditazione equivalga a distaccarsi dalla realtà. La pratica della meditazione mindfulness non corrisponde a lasciar andare tutto ma al contrario di aumentare il focus e la consapevolezza di tutti gli elementi che compongono la realtà del momento. Essere mindful significa analizzarsi in profondità, senza lasciarsi influenzare dai sentimenti negativi, come la paura, la rabbia o l’odio, osservando le cose per quello che sono. Concretamente corrisponde a concentrarsi meglio per individuare le azioni migliori per risolvere le situazioni frustranti o insoddisfacenti.
Tutte le pratiche di consapevolezza mente-corpo possono essere di grande aiuto per alleviare i problemi della fibromialgia. Quindi ben vengano lo yoga, il Tai Chi Chuan ed il Qi Gong.

Alimentazione. Anche qui come nel caso dei farmaci sarebbe bene usare un diario per vedere quali cibi fanno sentire meglio e quali invece aggravano. A tal proposito possiamo intanto dire che le persone con fibromialgia tendono ad avere bassi livelli di vitamina D. Se le analisi del sangue confermano la carenza di vitamina D, insieme all’esposizione solare che aiuta a produrla, sarebbe opportuno scegliere cibi che compensino tale carenza: Olio di fegato di merluzzo, Salmone selvatico, Sgombri, Tonno, Sardine, Uova, Cereali integrali, tutte le bevande fortificate con vit. D come latte di riso, latte di mandorle o latte di soya.
Evitare la caffeina. Nella cronica stanchezza del fibromialgico il caffè e tutti gli stimolanti potrebbero essere una tentazione, ma assumere questo tipo di alimenti può aumentare il circolo vizioso dell’eccessiva reattività, senza peraltro portare nessun tangibile beneficio neanche momentaneo. Con la caffeina il dolore aumenta.
Evitare cibi che contengono glutammato aggiunto. Il glutammato è un neurotrasmettitore eccitatore per il cervello e secondo alcune ricerche l’eccessiva attività del glutammato sembrerebbe avere un ruolo importante nella fibromialgia. Alcuni alimenti sono addizionati con glutammato come esaltatore di sapidità. Alcune ricerche confermerebbero che questi cibi, compreso l’aspartame, aumentano la sintomatologia dolorosa.
I conservanti utilizzati per le carni in scatola, gli insaccati e tutti i salumi sarebbero da evitare.
Lo zucchero compresi i dolci e le bevande che lo contengono. Lo zucchero e tutti i cereali raffinati (farina 00) stimolano l’insulina e tendono a far ingrassare. Inoltre alimentano l’infiammazione. Se ci si sente appesantiti ed infiammati si fa ancora meno movimento e ciò si traduce in una situazione che nuoce alla fibromialgia.

La fibromialgia in medicina olistica:
Il ruolo della Naturopatia e dell’Iridologia


L’approccio medico e farmacologico seppur di grande efficacia, orienta le sue ricerche verso la molecola, il virus, il batterio, etc. che causa il danno per poi eventualmente formulare un farmaco che li combatta. In questo ambito l’attenzione è rivolta al microcosmo e sin dal tempo di A. Fleming, che nel 1929 scoprì la penicillina, con questa metodologia sono stati fatti passi da giganti visti gli enormi risultati sul piano dell’aspettativa di vita. I risultati sono un po’ meno soddisfacenti sul piano della qualità della vita stessa, poiché viviamo più a lungo ma malaticci e pieni di farmaci (ma questo è un altro discorso). Inoltre guardando al microcosmo, alla lunga alcune scelte si sono rivelate controproducenti come ad esempio l’utilizzo degli antibiotici su larga scala, che oggi ci condanna a fare i conti con il dramma della resistenza antibiotica. L’approccio olistico, nella ricerca della causa della malattia, è più omnicomprensivo e prende in considerazione le numerose poste in gioco rispetto alla malattia stessa. In questo modo l’attenzione è rivolta al macrocosmo e saranno indagati i vari livelli di interconnessione fisica, energetica e psichica dell’individuo. Potremmo dire che la salutogenesi e la naturopatia restano più fedeli alla concezione Ippocratica della medicina funzionale. Detto ciò allarghiamo gli orizzonti sulla fibromialgia alla ricerca di una qualche ulteriore chiave di lettura. Sono abituato a seguire lo schema dell’iride nella ricerca della soluzione. Il motivo è semplice e credo anche condivisibile: nell’iride c’è lo schema secondo il quale il soggetto reagisce con l’ambiente. Nell’iride abbiamo quindi le informazioni costituzionali ed il modo in cui la costituzione stessa risponde agli stimoli ambientali.
Tornando alla fibromialgia, guardiamo insieme alcuni casi di soggetti che soffrono di questo disturbo che hanno cercato anche soluzioni alternative:

CASO 1: Uomo di 58 anni
Ha fatto sport agonistico. Episodico attacco di panico visitando le catacombe, che si ripresenta dopo qualche tempo durante una risonanza magnetica e che si ripete ancora qualche tempo dopo per la durata di circa tre mesi, in occasione della perdita di una persona cara.
CASO 2: Donna di 28 anni
Uno dei genitori con diagnosi di fibromialgia. Nasce da parto cesareo dopo 8 mesi di gravidanza a rischio e comunque dopo un aborto spontaneo della madre al 4 mese. Ha avuto pensieri ossessivi della morte dopo la perdita di alcune persone care.
Si lamenta di una Colite importante.
CASO 3: Donna di 38 anni
La fibromialgia si scatena dopo un’aggressione.
Intorpidimento circolatorio a gambe e braccia.
Mal di testa ricorrenti, in particolare dove è stata colpita durante l’aggressione.
E’ presente un calcolo al rene destro.

Breve analisi comparata dei 3 casi con fibromialgia


Nei casi 1 e 2 viene confermata la coesistenza di disturbi ansiosi con la fibromialgia (panico e pensieri ossessivi), così come dalla ricerca;
Nel caso 2 viene confermato anche il fattore ereditario della fibromialgia lungo l’asse familiare;
Nel caso 3 viene confermato lo stress severo (aggressione) come causa scatenante della fibromialgia;

Dall’osservazione iridologica possiamo apprezzare che i 3 casi presentati hanno in comune le seguenti segnature:
A) Iride sinistra ore 11 – Amigdala (vedi nuove ricerche nel libro Manuale di Iridologia Moderna)
B) Archi tetanici profondi e con varie zone interrotte; 2 su 3 hanno il segno dell’anello tachifagico con coinvolgimento del tratto gastrointestinale
C) Segni di permeabilità intestinale (collaretto sottile, evanescente, interrotto) e segni di disbiosi e/o candida

In questa breve indagine il racconto dei soggetti osservati ha confermato la coesistenza della fibromialgia con uno stato ansioso/depressivo, con la componente ereditaria e con l’insorgenza in seguito a stress severo.

Emerge tuttavia qualcosa che l’approccio più diffuso non contempla:
la presenza di disturbi a livello della mucosa intestinale.

Fibromialgia e permeabilità intestinale

In effetti prove crescenti suggeriscono che la fibromialgia può coesistere o addirittura essere causata dalla scarsa salute intestinale. In particolare ci sono alcune condizioni di anomalia a carico della mucosa intestinale che più di altre sembrerebbero avere una qualche responsabilità:
1) Eccessiva crescita batterica intestinale (SIBO), in cui i batteri del colon risalgono dalla loro naturale posizione per andare a colonizzare l’ambiente relativamente sterile dell’intestino tenue.
2) La permeabilità intestinale o intestino sgocciolante, dove le giunzioni strette, che tengono insieme le cellule intestinali, si allargano con la conseguenza che sostanze ed batteri ed altro passano nei tessuti sottostanti e nel sangue, generando poi infiammazione ed autoimmunità.
3) La sindrome del colon irritabile (IBS)

Un intestino malsano può essere la causa della fibromialgia??


Per dare una risposta esaustiva sarebbe interessante verificare se questa connessione sia già stata esplorata nella letteratura scientifica. Andando a cercare In effetti alcuni studi ci sarebbero. Per esempio:
Secondo questa pubblicazione il 73% dei pazienti con fibromialgia ha riferito sintomi gastrointestinali, rispetto al 37% di quelli con malattie articolari degenerative. In quest’altra pubblicazione è’ stata comunque individuata una correlazione fra Fibromialgia e microbiota intestinale.
La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è presente nel 30-70% dei pazienti con fibromialgia. leggi qui
Un legame tra la sindrome dell’intestino irritabile e la fibromialgia può essere correlato ai risultati del test del respiro con lattulosio.
In questa ricerca ed anche in quest’altra ricerca il 33% dei pazienti con IBS soddisfa i criteri diagnostici per la fibromialgia, rispetto a solo il 4% dei soggetti di controllo. Fino al 50% dei pazienti con fibromialgia ha dispepsia funzionale, comunque disordini a livello del tratto gastro-intestinale.
In particolar modo è stata associata la fibromialgia alla sindrome dell’colon irritabile e a SIBO. I ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles hanno scoperto che il 100% (42/42) dei pazienti con fibromialgia studiati aveva una crescita eccessiva batterica intestinale (SIBO). Questo è sbalorditivo. PERMEABILITA INTESTINALE

Tuttavia, sebbene queste correlazioni tra lo stress, la malattia intestinale e la fribromialgia restano molto affascinanti e stimolano molte riflessioni, non dicono nulla sull’effettiva causa della fibromialgia.
Uno studio su 40 pazienti con fibromialgia, 28 (70%) ha avuto la permeabilità intestinale (cioè l’intestino che perde). È importante sottolineare che 12 dei 28 pazienti con intestino permeabile non hanno avuto sintomi intestinali. Credo che questo sia uno dei motivi per cui l’intestino viene spesso trascurato come potenziale causa alla base della fibromialgia.

Un nuovo approccio al trattamento della fibromialgia


FIBROMIALGIA E MEDITAZIONENella medicina funzionale ed in Naturopatia, ovvero in un approccio olistico, l’interesse maggiore è riservato alla ricerca di tutti i fattori correlati al disturbo ed all’individuazione della causa fondamentale che è alla base del disturbo. Alcune volte le cause primarie dei disturbi risiedono su livelli non specificatamente fisici, mentre altre volte sono solo ed esclusivamente rappresentabili sul piano fisiologico. Quindi possiamo fare una buona prevenzione solo se conosciamo il terreno sul quale dobbiamo intervenire ed allo stesso modo possiamo essere utili a chi già soffre se abbiamo una panoramica completa ed attendibile sui fenomeni in gioco. Quindi ci possiamo chiedere:

I problemi intestinali sono la causa o l’effetto della fibromialgia?
Se i problemi gastrointestinali come la SIBO, la disbiosi, la permeabilità intestinale sono la causa alla base della fibromialgia, ne consegue che la guarigione dell’intestino è la chiave del miglioramento a lungo termine per chi soffre di fibromialgia, ovvero i sintomi della fibromialgia dovrebbero migliorare intervenendo positivamente sull’intestino. Quindi noi consigliamo comunque di integrare gli interventi farmacologici per la terapia del dolore con un protocollo di ripristino del microbiota presente sulla mucosa intestinale con eventuale intervento mirato alla riparazione della permeabilità intestinale. Alcuni integratori specifici saranno di grande aiuto per raggiungere uno stato di salute accettabile.

Il trauma di un evento stressante può essere la causa della fibromialgia?
Se lo stress severo è la causa della fibromialgia, ne consegue che le terapie emozionali che tendono al superamento del trauma, possono essere anch’esse la chiave del miglioramento a lungo termine per chi soffre di fibromialgia, ovvero i sintomi della fibromialgia dovrebbero migliorare dopo aver fatto il focus sulle reazioni incontrollate allo stress ed aver di conseguenza modificato la strategia di adattamento a livello di schemi comportamentali. Tuttavia spesso usato singolarmente questo tipo di intervento ha bisogno di tempi lunghi per ridurre il dolore, pertanto esso sarà sempre affiancato da una integrazione “fisiologica” di tipo biochimico. In ogni caso quando è il fattore trauma ad avere la maggior parte del peso nella manifestazione della fibromialgia, qualsiasi intervento biochimico, anche farmacologico, avrà scarsi risultati.

CONCLUSIONI

Per affrontare la fibromialgia al meglio crediamo sia senz’altro necessario intervenire con le strategie indicate sopra come le terapie farmacologiche, l’integrazione alimentare, la scelta dei cibi adatti e le tecniche di modulazione dello stress. Tuttavia il nostro consiglio è quello di procedere integrando in modo mirato i trattamenti ritenuti più adatti fra quelli indicati. Tali trattamenti restano comunque privi di specificità causale ed orientati alla sintomatologia dolorosa. Con la visita iridologica è possibile completare il panorama dei fattori implicati ed individuare un intervento più specifico per il riequilibrio del microbiota intestinale. Laddove fosse necessario sarà individuato il tenore del conflitto generato dal trauma (o dallo stress) e modulato con il lavoro emozionale attraverso le tecniche rievocative, per completare il quadro dell’intervento.

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Le nozioni riportate in queste pagine non sono da utilizzare
né per scopi diagnostici né terapeutici.
Per qualsiasi diagnosi e/o trattamento di malattie rivolgersi
al proprio medico e/o ad uno specialista.

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