Corso di Oligoterapia

da | 22 04 21

Corso oligoelementi
“Gli Oligoelementi nella pratica terapeutica”
è un seminario di aggiornamento in Naturopatia e Salutogenesi.
Ideato e Condotto da: Loreto Bizzarri
Corso Oligoelementi
Durata: 1 Week-end

Prossimo evento:
Bologna 2-3 Ottobre 2021

Come usare gli Oligoelementi

– Gli Oligoelementi per il mantenimento della salute

Corso Oligoelementi
Corso oligoelementi
corso oligoelementi

Gli Oligoelementi nella pratica terapeutica

Contenuto del corso:

– Gli Oligoelementi per il mantenimento della salute

– Ruolo metabolico degli oligoelementi

– Ruolo enzimatico degli oligoelementi

– Come scegliere il rimedio adatto: le diatesi

– Diatesi Allergica o del Manganese

– Diatesi Ipostenica o del Manganese-Rame

– Diatesi Distonica o del Manganese-Cobalto

– Diatesi Anergica o del Rame-Oro-Argento

– La sindrome del disadattamento

– Evoluzione ed involuzione delle Diatesi

– Gli oligoelementi complementari

– Compatibilità con altre sostanze

– Modalità d’uso e dosi consigliate

– Forme farmaceutiche degli oligoelementi catalitici

– Schemi di utilizzo distinti per apparato fisiologico

Le basi scientifiche sull'utilizzo degli Oligoelementi

La funzione degli Oligoelementi (minerali in tracce ). Ormai più di un secolo fa, il chimico e biologo francese Gabriel Bertrand scoprì che i minerali in traccia (sali minerali) sono naturalmente presenti nel corpo. Questi minerali svolgono un ruolo biologico estremamente importante come componenti chiave nel controllo del metabolismo cellulare nella regolazione omeostatica. A livello cellulare, gli oligoelementi vengono utilizzati in minuscole diluizioni intracellulari, rilasciati in forma ionizzata per il trasporto immediato ed utilizzati in tutto il corpo. I minerali traccia funzionano nel nostro organismo come cofattori enzimatici. Gli enzimi sono i catalizzatori biologici necessari nella maggior parte delle reazioni chimiche che si verificano nei sistemi biologici. Gli enzimi consentono al corpo di svolgere le funzioni metaboliche a velocità superiori a un milione di volte maggiori di quanto sarebbe possibile senza di loro. Questo rende compatibili con la vita le migliaia di reazioni chimiche che avvengono nel corpo. Formati da molecole proteiche, la maggior parte degli enzimi dipende da specifici minerali in tracce a bassa concentrazione per fornire ioni metallici come stabilizzatori o attivatori, oltre a contribuire a determinare la specificità dell’enzima per un dato substrato. Gli Oligoelementi diventano i cofattori per aiutare a normalizzare la funzione enzimatica.
Esempio A: le tracce di minerali influenzano la configurazione molecolare degli enzimi e possono anche indurre distorsioni nel substrato, rendendolo più suscettibile alla modifica enzimatica La carbossipeptidasi, un enzima proteolitico, contiene uno stabilizzatore di zinco che altera la configurazione del peptide consentendo l’idrolisi al carbossi-terminale.
Esempio B: come attivatore, la proteina forma un legame con l’oligoelemento solo durante la reazione stessa, in modo che lo ione metallico agisca come catalizzatore enzimatico. La fosfatasi alcalina, un enzima essenziale per la formazione dell’osso, funziona solo in presenza di ioni di zinco.
Esempio C: come stabilizzante, lo ione metallico minerale in tracce si combina con la molecola proteica in una struttura permanente. Il citocromo C, un enzima coinvolto nei processi di riduzione dell’ossidazione, contiene ferro come parte integrante della sua struttura.

Modulatori ormonali: i minerali traccia ricoprono un ruolo essenziale nella produzione di ormoni e vitamine nel corpo.
Esempio 1: lo iodio è essenziale nella produzione di T3 e T4 (ormoni tiroidei)
Esempio 2: il cobalto è essenziale nell’esistenza della vitamina B12
Esempio 3: il ferro è essenziale nella composizione dell’emoglobina
Componenti strutturali: i minerali hanno inoltre un effetto quantitativo oppure qualitativo, a seconda che agiscano al livello macro (quantitativo) di formazione strutturale e processi funzionali, oppure a livello micro (qualitativo) di attivazione enzimatica cellulare. Principalmente gli oligoelementi lavorano a livello micro (qualitativo in azione) ma possono avere ruoli aggiuntivi e lavorare a livello macro (o quantitativo). Gli “oligoelementi catalitici” sono in forma altamente biodisponibile, vengono somministrati a piccole dosi ed a basse concentrazioni. Essi forniscono ioni che l’organismo non è in grado di sintetizzare autonomamente e che invece sono indispensabili per le funzioni enzimatiche cellulari. Con un buon profilo di sicurezza, gli oligoelementi non presentano effetti collaterali noti, come nessuna interazione farmacologica nota e soprattutto non son causa di alcuna dipendenza farmacologica. Pertanto l’oligoterapia può essere ben integrata con tutte le altre modalità terapeutiche.


Gli Oligoelementi nei disordini fisiologici:

L’uso degli oligoelementi è indicato per trattare disturbi funzionali prelesionali e riportare l’organismo all’omeostasi.
Si tratta di un approccio olistico che tiene conto non solo del fisico ma anche della costituzione dell’individuo.
Regolando la particolare costituzione di appartenenza (diatesi), chi si occupa di Salutogenesi è in grado di diminuire o comunque modulare la reattività in relazione a una specifica predisposizione patologica.
I disturbi metabolici che coinvolgono gli oligoelementi possono essere suddivisi in due gruppi principali:
disturbi da sovraccarico e disturbi da carenza.

Disturbi da sovraccarico trattabili con gli Oligoelementi

I disturbi da sovraccarico sono dovuti principalmente all’intossicazione accidentale da cibi adulterati e inquinanti ambientali, come pesticidi, metalli pesanti o squilibrio di elementi.
La tossicità dei metalli è diventata un fattore importante in molti disturbi metabolici e malattie funzionali. Ad esempio, è noto che l’alluminio, un comune contaminante presente nelle lattine di bevande analcoliche ed in alcune pentole, induce formazioni neurofribillari nel cervello degli animali superiori ed è stato trovato in concentrazioni significative nel cervello di individui affetti dal morbo di Alzheimer.
I metalli tossici interferiscono direttamente con le funzioni enzimatiche specifiche. Gli enzimi dipendenti dallo zinco ne sono un ottimo esempio. In presenza di livelli anche bassi di piombo, questi enzimi possono legarsi al piombo e quindi essere inattivati. Il mercurio e il cadmio sono anche noti inibitori degli enzimi tossici. L’effetto tossico di questi metalli pesanti deriva dalla loro capacità di distorcere il sito di legame del substrato dell’enzima rendendolo inutilizzabile. Questa effetto negativo dei metalli tossici è meglio conosciuto come effetto chelante. Dosi mirate di oligoelementi spostano gli inibitori tossici e riattivano le funzioni enzimatiche. Uno squilibrio nell’equilibrio degli oligoelementi intracellulari può causare l’accumulo di un elemento a scapito dell’altro, portando così ad un’insufficienza qualitativa.
La condizione di squilibrio tossico sopra descritta risponderà favorevolmente alla somministrazione di Oligoelementi catalitici.
Ad esempio, la fosfatasi alcalina è un enzima attivato dallo zinco, ma il suo complesso è altamente modificabile. Infatti altri cationi bivalenti, come il magnesio o il cobalto, se presenti in livelli eccessivi, possono legarsi all’enzima e disattivarlo. C’è anche da osservare che la somministrazioni di grandi dosi di zinco contribuisce solamente al disequilibrio e non è in grado di riattivare gli enzimi zinco-dipendenti. Si è osservato invece che la somministrazione diretta di dosi mirate di oligoelementi riattiverà questi enzimi. Come regolatori enzimatici terapeutici, gli oligoelementi aiutano nel trattamento delle disfunzioni biochimiche senza disturbare l’equilibrio esistente. La fornitura di questi cofattori minerali necessari a concentrazioni precise sblocca le vie metaboliche malate, consentendo ai meccanismi di guarigione di operare e preparare il paziente a rispondere più prontamente e con successo ad altre modalità.

Disturbi da carenza trattabili con gli Oligoelementi

Le carenze quantitative di minerali possono essere il risultato di una diminuzione dell’assorbimento oppure di una maggiore escrezione.
L’assorbimento degli Oligoelementi può essere favorevolmente influenzato dall’apporto di una sana alimentazione. Tuttavia gli alimenti disponibili sono spesso carenti a causa di terreni agricoli impoveriti di minerali ed in questo modo possono privare il corpo di cofattori metallici essenziali. Di conseguenza, le persone che seguono regimi vegetariani potrebbero trovarsi esposti al rischio di carenze minerali in manganese, zinco, cromo, magnesio, rame e ferro. Spesso l’assorbimento di Oligoelementi è influenzato dalla loro ridotta biodisponibilità negli alimenti, dovuta alla chelazione con composti inassimilabili, come fitati, fosfati e antibiotici. In altri casi la carenza di oligoelementi può essereo causata da patologie intestinali (sindromi da malassorbimento), inclusa la disbiosi della microflora ed altre malattie. Anche un aumento dell’escrezione per svariate condizioni fisiologiche può essere la causa di carenza di Oligoelementi. Ad esempio, i bambini esposti all’alcool intrauterino hanno una diminuzione dei livelli plasmatici di zinco e una maggiore escrezione urinaria, con conseguente diminuzione della sintesi proteica.
Esiste una stretta relazione tra l’equilibrio degli elementi ed il metabolismo. Ad esempio, lo zinco svolge un ruolo importante nella sintesi degli amminoacidi come cofattore della glutammato deidrogenasi, il magnesio è necessario per la digestione come cofattore primario della proteina peptidasi, il rame aiuta a prevenire la patologia dei radicali liberi come parte della superossido dismutasi e il manganese è essenziale per la sintesi e la riparazione del DNA nella DNA polimerasi. La letteratura scientifica contiene volumi di esempi di minerali e il loro effetto sul metabolismo del corpo. Il corretto funzionamento di ciascuno di questi processi dipende da una relazione altamente integrata ed equilibrata tra un minerale e l’altro.
Come indicato sopra, una tossicità, una carenza o uno squilibrio in qualsiasi minerale può essere a scapito di un altro, con conseguente disordine metabolico. Oligoelementi catalitici somministrati nella loro forma precisa ed a concentrazioni in grado di favorire un assorbimento rapido, forniscono velocemente i metalli essenziali per riattivare gli enzimi inibiti. Questi enzimi riattivati ​​sono quindi in grado di riportare la cellula alla normale capacità di funzionamento dove possono quindi utilizzare altri nutrienti per promuovere il normale metabolismo e l’omeostasi cellulare. Utilizzati come integratori, gli Oligoelementi sono indicati nel trattamento di disturbi funzionali derivanti da carenze minerali in traccia causate da squilibri nutrizionali, da accresciuti fabbisogni o da insufficiente assorbimento.

Diatesi del Manganese

MODO D’AZIONE
Il manganese svolge un ruolo fondamentale nella sintesi delle glicoproteine ​​e dei glicolipidi come il collagene. Pertanto, il manganese è importante nella guarigione dei tessuti e nei disturbi del tessuto connettivo.
Il Mn è un cofattore per molti enzimi e attiva la forma mitocondriale della superossido dismutasi (Sod), un antiossidante critico che è influenzato negativamente da una carenza di manganese.
Il manganese è necessario per la produzione di neurotrasmettitori. Il Mn è essenziale per la biosintesi delle proteine ​​attraverso numerosi sistemi enzimatici (fosfatasi, DNA polimease, peptidasi, ecc.)

INDICAZIONI GENERALI
Malattie del collagene e del tessuto connettivo,
allergie e disturbi infiammatori su base allergica.
Asma, eczema, disfunzione della vescica, febbre, ipermenorrea, impotenza, morsi dell’insetto, declino della memoria, menopausa (cardiovascolare), nevralgia, reumatismi (cronici), disturbi del sonno (difficoltà a svegliarsi), orticaria, vertigine.

USI NOTI
Tradizionalmente, il manganese è stato utilizzato in oligoterapia per alleviare i sintomi associati alle reazioni allergiche.

corso oligoelementi
corso oligoelementi

Diatesi del Manganese-Rame

MODO D’AZIONE
Il complesso biocatalitico Mn-Cu è essenziale per normalizzare l’attività enzimatica associata a tutte le forme di disturbi infiammatori. Sia il rame che il manganese svolgono un ruolo essenziale nella formazione della superossido dismutasi (Sod), un enzima che previene i danni dei radicali liberi alle membrane cellulari e ai tessuti. Il rame può stimolare il sistema immunitario e aumentare la produzione di linfociti B. Mn e Cu sono entrambi importanti nelle funzioni endocrine generali, compreso il complesso ipotalamopituitario, la ghiandola surrenale (ossidasi dell’acido ascorbico) e la stimolazione della ghiandola tiroidea. Mn e Cu sono necessari per l’utilizzo del glucosio e la sintesi di glicolipidi e glicoproteine ​​come il collagene.

INDICAZIONI GENERALI
Adenopatie, immunodeplezione umorale da freddo, stati influenzali, Bronchite (cronica), laringite (cronica), Malattie infettive croniche
Cutaneo-mucosale: acne rosacea, dermatiti, ustioni, ferite, enterocolite,
disturbi duodenali, costipazione e diarrea
Omeostasi ormonale: disregolazione del ciclo sessuale, frigidità articolare. Disturbi ansiosi, disturbi articolari.
Lombalgia, Menopausa (affaticamento), Disturbi della crescita (eccesso)

USI NOTI
Mn-Cu può essere utilizzato per alleviare l’ipostenia. Normalizza l’attività enzimatica associata a tutte le forme di disturbi infiammatori. Mn-Cu è indicato principalmente per l’affaticamento fisico, intellettuale e psicologico; fragilità bronchiale; problemi duodenali; artrite deformante;
oto-rino-laringologia infettiva.

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